Cattedrale, il restauro della cripta rivela antiche camere tombali

Presentato il risultato del recupero finanziato anche con l'8 per mille. Durante i lavori scoperti luoghi per la sepoltura. Il vescovo annuncia un biglietto di ingresso e un sistema di prenotazione

Una foto della presentazione del recupero.

LECCE – Una riscoperta che cela una nuova scoperta. La Cattedrale di Lecce ritrova la sua cripta dopo una fase di restauro, ma svela anche le camere tombali, risalenti a diverse epoche nelle quali ci si è imbattuti durante i lavori di recupero e che hanno rivelato agli studiosi un'altra pagina della ricca stratificazione storica nel capoluogo salentino.

L’esito complessivo dell’intervento è stato presentato in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’arcivescovo di Lecce, Domenico D’Ambrosio, l’architetto Giuseppe Fiorillo (responsabile dell’ufficio diocesano per i Beni Culturali), l’archeologo Antonio Mangia e don Michele Giannone. Tra le autorità civili e militari presenti, il sindaco, Paolo Perrone, il prefetto, Claudio Palomba e il questore, Pierluigi D’Angelo. il vice comandante dei carabinieri Fernando Sicuro e per la guardia di finanza il vice comandante Giuseppe Carrozzo.

Il punto di partenza è stato il consolidamento delle 98 colonne e delle sedute perimetrali e soprattutto il ripristino della pavimentazione di maioliche composta da circa 12mila piastrelle che sono state rimosse e ripulite una ad una; quelle rotte sono state sostituite con altre identiche di fattura artigianale. In corso d’opera sono state scoperte diverse camere tombali: una, utilizzata nel XII-XIII secolo per il processo di deperimento delle salme, lunga circa 13 metri e ricavata in un ambiente lungo 13 metri probabilmente di costruzione messapica. Un’altra, che si apre invece lateralmente, è di epoca romana ed è attraversata in diagonale da una sorta di corridoio profondo due metri la cui collocazione temporale è ancora incerta.

Il restauro è costato 570mila euro, di cui 226 ricavati dall’8 per mille e 146mila dagli oneri di urbanizzazione del Comune. I Lions si sono fatti carico del recupero di quattro tele pittoriche. Nell’occasione il vescovo D’Ambrosio ha voluto anticipare un paio di misure allo studio per regolare l’afflusso dei visitatori e sostenere i costi di gestione che consentano una fruizione piena del Duomo: un biglietto d’ingresso probabilmente di due euro e un sistema di prenotazione online, soprattutto per i gruppi numerosi. 

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Commenti (2)

  • Visto il Vescovo? Per imparare a vendere e fare marketing bisognerebbe copiare la chiesa. E si che è risaputo, sono i migliori quando c'è da gestire denaro e farlo fruttare.

    • Specialmente se non è denaro del Vaticano...ma le chiese si!!!!

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