Rintracciati diciassette migranti sulla strada litoranea: fuggiti gli scafisti

Il gruppo segnalato ai carabinieri intorno alle 5 del mattino verso Novaglie. Rispetto a ieri, sono tutti uomini adulti

Il Don Tonino Bello di Otranto.

NOVAGLIE – Un nuovo sbarco s’è verificato nel corso della nottata sulle coste salentine. Ieri, ben 84 migranti sono stati rintracciati ancora in mare aperto, mentre, su un’imbarcazione di 18 metri condotta da tre scafisti (poi arrestati) si stavano dirigendo verso Porto Badisco. Oggi, invece, altri diciassette sono stati scoperti dai carabinieri lungo la litoranea, nei pressi della Marina di Novaglie.

Le prime segnalazioni al 112 sono arrivate intorno alle 5 del mattino. I radi passanti, a quell’ora, hanno notato il gruppetto camminare sul ciglio della strada. Sul posto sono arrivate pattuglie delle stazioni dei militari Alessano e Gagliando del Capo che li hanno fermati e poi fatti trasferire presso il “Don Tonino Bello di Otranto”, per procedere all'identificazione.

A differenza di ieri, quando il Salento ha accolto interi gruppi famigliari, anche con bimbi in tenera al seguito, in questo caso s’è trattato di tutti uomini adulti, di varie nazionalità: somali, siriani e iracheni. Lo sbarco deve essere avvenuto qualche ora prima fra le rocce di Novaglie. Visto il numero, non elevato, è probabile che in questo caso gli scafisti abbiano impiegato un veloce gommone, subito ripartito e che è stato quindi in grado di aggirare i pattugliamenti nelle acque fra Adriatico e Ionio.

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Commenti (2)

  • La certezza che gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste sono per la maggior parte clandestini è dimostrato dal fatto che gli scafisti vengono normalmente arrestati. E’ evidente infatti che se nei loro riguardi venisse riconosciuta l’attuazione di un impegno umanitario per il trasporto di esseri umani disperati che fuggono dalle guerre non dovrebbero essere arrestati ma premiati. Il fatto che la loro azione determina invece il loro arresto è il riconoscimento palese che commettono un reato e non un’opera umanitaria in quanto i traghettati sono per la maggior parte clandestini.

  • Occorre una seria azione di contrasto nei confronti dei mercanti di uomini. Possiamo arrestare tutti gli scafisti del mondo, ma costoro troveranno sempre qualche disperato che si prenderà l'incarico di traghettare questa gente. Solo bloccando le partenze sarà possibile interrompere questo flusso di migranti, pochi dei quali fuggono veramente dalla guerra. Lo abbiamo fatto con successo con l'Albania, almeno per gli esodi biblici e dovremmo farlo anche con la Libia, in cambio di assistenza tecnica e infrastrutture. Uno scotto bisogna sempre pagarlo, meglio in denaro che con questo stillicidio continuo di vite umane in mare.

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