Circonvenzione d'incapace, a processo un amministratore di sostegno

Rinviato a giudizio Mauro D'Elia, 58enne leccese. Per l'accusa indusse la vittima a stipulare un contratto in favore di uno straniero

Il Tribunale di Lecce

LECCE -  Sarà il processo a stabilire se è vero che Mauro D'Elia, 58 anni, originario di Lecce ma residente a Squinzano, circuì la donna per la quale faceva l'amministratore di sostegno. Lo ha deciso questa mattina il gup (giudice per l'udienza preliminare) Vincenzo Brancato che ha fissato per il 25 maggio la prima udienza dinanzi al giudice della prima sezione penale Sergio Tosi.

L'imputato, difeso dall'avvocato Francesca Conte, dovrà rispondere delle accuse emerse dall'inchiesta condotta dal pubblico ministero Roberta Licci (sostituita in udienza dalla collega Donatina Buffelli). In particolare, secondo le indagini, il 7 marzo 2013, D'Elia invitò la malcapitata a presentarsi in prefettura per sottoscrivere una domanda che le avrebbe consentito di beneficiare gratuitamente di mille euro e andare così in vacanza. In realtà, secondo l'accusa, si trattò di un inganno.

La donna avrebbe infatti sottoscritto a sua insaputa “un contratto di soggiorno per lavoro subordinato domestico – emersione dal lavoro irregolare” in favore di uno straniero che neppure conosceva, insieme ad un'autocertificazione sugli obblighi di natura fiscale e a un'autocertificazione di retribuzioni corrisposte. E proprio in relazione a questi documenti che, sei mesi dopo, l'Inps pretese mille euro dalla signora per contributi non corrisposti in merito all'assunzione. D'Elia risponderà anche di violazioni al testo unico sull'immigrazione perché pur di procurarsi un  ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero, avrebbe favorito la sua permanenza in Italia.

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