Risalita in acqua affrettata: sub in camera iperbarica

Luigi Cannoletta, 57enne leccese, ha avuto un principio di embolia polmonare dopo un'immersione nelle acque al largo di Otranto. Rientrato in spiaggia, ha accusato un malore. Immediati i soccorsi

ambulanza 118-28
Forse, secondo i medici, è stata una risalita troppo affrettata, o fatta male. Sta di fatto che la decompressione per smaltire l'azoto e l'ossigeno dal corpo è stata piuttosto superficiale e Luigi Cannoletta, 57enne leccese, si trova ora nella camera iperbarica di Bari a causa di un principio di embolia polmonare. Dovrà rimanere in terapia per altre quattro ore, ma non è in pericolo di vita. Da quanto ricostruito dagli uomini della Capitaneia di Porto di Otranto, non sarebbe stata rispettata la prassi per una lenta risalita di dodici metri ogni minuto. Il grave infortunio in acqua si è verificato nel primo pomeriggio, intorno alle 14 e 30 a circa, in mare aperto a circa mezzo miglia dal porto di Otranto.

L'uomo, un appassionato delle immersioni, aveva raggiunto il largo con la sua barca di circa cinque metri con al seguito la figlia e il cognato. L'immersione del sub munito dell'attrezzatura Ara (bombola, jacket ed erogatore) a quasi sessanta metri di profondità si è prolungata per circa un'ora. Poi la risalita, forse affrettata e il rientro sulla terra ferma. Al rientro, però in un tratto di spiaggia libera nelle vicinanze del porto di Otranto, il sub ha avvertito un malore: conati di vomito, respirazione affannosa e giramenti di testa. Immediato l'intervento del 118 e il trasporto, (già occupata la camera iperbarica di Gallipoli), nel capoluogo di regione, dove l'uomo si trova sotto osservazione.

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