Rissa furiosa vicino alla stazione: venti coinvolti, ferito con taglio alla gola

Una sorta di battaglia avvenuta in serata. I residenti spazientiti. Sul posto in massa volanti di polizia e gazzelle dei carabinieri. Indagini in corso

Il sangue.

LECCE – Sangue e alcool si mescolano sull’asfalto, un tappeto di cocci di vetro. Sono le 20,40, la serata vicino alla stazione ferroviaria di Lecce digrada verso i toni aspri e folli della battaglia. Urla e bottiglie per aria, almeno una ventina di coinvolti. E sul campo resta un ferito. Un nigeriano di 23 anni. Ha un profondo taglio alla gola e quando arrivano sul posto a sirene spiegate volanti di polizia e gazzelle dei carabinieri, la fuga è istantanea. Dispersi in ogni direzione, scatta la caccia all’uomo nel crocevia attorno al piazzale. Giunge anche la polizia locale a dare manforte.

Video: dopo la rissa

Dietro le finestre i residenti osservano spazientiti gli effetti dell’ennesima, folle scazzottata, questa volta più grave del solito. Qualcuno urla, vuole che arrivi presto un’ambulanza. Il 118, già avvisato, manda l’autolettiga, che riparte in codice rosso verso il “Vito Fazzi”. Riporterà una ferita guaribile in quindici giorni. Taglio profondo, ma nessun punto vitale colpito. Dal pronto soccorso finisce in chirurgia plastica.

I residenti spazientiti

Sono almeno tre giorni che in zona rimbalzano gli echi di liti furibonde. Un’anomalia anche per chi, in via Oronzo Quarta, ci abita ed è abituato a convivere con la paura quotidiana anche di una passeggiata, una semplice passeggiata, persino sotto la luce del sole. E’ quello che riferiscono alcuni cittadini che su quella strada e nei dintorni, ci abitano. Non ne possono più. Donne sfruttate per prostituzione (forse la chiave di lettura anche della vicenda di questa sera), le videocamere che non sembrano più fare il loro dovere, risse e schiamazzi e, anche di giorno, qualcuno che urina per strada, davanti a qualche albero.

Una porzione di città – uno dei suoi biglietti da visita turistici, la zona di arrivo e partenza dei treni - sotto costante osservazione delle forze dell’ordine. Eppure, difficoltà a contenere il disagio, mentre attorno monta la rabbia di chi ha paura persino che i propri immobili perdano valore.

E intanto, polizia e carabinieri setacciano il quartiere Rudiae-Ferrovia e forse scovano qualche fuggitivo. Ma chi è veramente coinvolto, fra gli stranieri presenti in quel momento? Le indagini saranno lunghe e complesse. “Abbiamo un ruolo fondamentale, siamo ormai le sentinelle di questa zona. Una forma di resistenza. Non vogliamo lasciare libero il territorio”, dice una donna, che con il marito prova a sfidare, stoicamente, il declino di una parte del centro di Lecce che da troppi anni ha i connotati della zona franca.

"Occorre un presidio fisso"

E’ soprattutto lo snodo fra le vie Ussano e Don Bosco a mettere inquietudine. Specie quando cala la sera. Le lamentele si sprecano e toccano tutto, a margine della sanguinosa rissa. Dai marciapiedi laterali lascati sconnessi, rispetto alla parte centrale di via Oronzo Quarta, all’assenza di un presidio fisso di forze dell’ordine, ormai richiesto a gran voce, specie al caler delle ombre.

Si sperava, per esempio, che il pattugliamento della polizia locale fosse più costante. E nel tempo si sono sprecate anche le raccolte di firme rivolte a sindaco e prefetto. “E’ una città che vive di turismo, abbiamo Salento in Bus che funziona fino al 30 settembre. Ma non si può offrire quest’immagine”, dice la nostra interlocutrice. Sullo sfondo, intanto, la scientifica della polizia filma e svolge rilievi. 

Troppi episodi in zona

E le aggressioni sono l’aspetto che, con la prostituzione, più turba. Sbirciando nelle cronache, si sprecano i riferimenti a sfide, anche con coltelli, rapine fra stessi connazionali, inseguimenti, botte. Solo citando alcuni casi recenti, un commerciante cinese rapinato da un senegalese e ferito con un pugno in volto. Un violento parapiglia fra altri stranieri lungo via Don Bosco. Una rapina fra connazionali, in questo caso ghanesi, con tanto di ferita d’arma da taglio. Andando a ritroso, si scoprirebbero decine di altri casi.

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