Rissa in piazza fra avventori di un locale, in sette finiscono denunciati

Sei sono di Scorrano, uno di San Pietro Vernotico. Ma i carabinieri hanno contestato anche l'organizzazione di spettacoli in luogo pubblico senza autorizzazione

SCORRANO – Sette denunciati per aver preso parte a un’animata rissa, ma anche il gestore di un locale nei guai per aver organizzato spettacoli in luogo pubblico senza autorizzazione. I carabinieri della stazione di Scorrano, paese dov’è avvenuto il fatto, coordinati dalla compagnia di Maglie, sono andati fino in fondo alla vicenda. E, probabilmente, hanno identificato tutti o quasi coloro che, qualche notte addietro, hanno dato vita a una lite furibonda, con almeno un ferito (per fortuna in modo lieve, e comunque l’unico che si sia fatto refertare al pronto soccorso locale, per un accoltellamento).

Rissa e lesioni personali aggravate, oltre spettacoli ed intrattenimenti pubblici senza licenza, sono i reati contestati a vario titolo per i fatti avvenuti alle prime ore del 20 settembre, attorno alle 2,30 di notte, in piazza Vittorio Emanuele, nel cuore di Scorrano. Tutti avventori, quella sera, dell’Ikebana Cafè.  

Gli indagati per le vicende

Per la zuffa rispondono A.O., 28enne, R.S., 30enne, Z.M., 25enne, R.G., 23enne, N.D., 27enne, N.L., 22enne, tutti di Scorrano, più P.M., 27enne di San Pietro Vernotico, l’unico che quella notte si sia recato presso il pronto soccorso per farsi visitare: aveva ferite da taglio superficiali. Per aver organizzato spettacoli in luogo pubblico senza la licenza dell’autorità, invece, risponde T.A., 51enne di Maglie. E si sta valutando anche la possibilità di sospendere la licenza di bar.

Per quanto si è appreso finora, il 20, in piena notte, i carabinieri di Scorrano e del Norm di Maglie, erano intervenuti in piazza, presso il bar, richiamati da alcune segnalazioni per una rissa che aveva appena coinvolto una decine di persone. All’arrivo dei militari e del personale sanitario, si erano però tutti dileguati. Ma i partecipanti non sono comunque sfuggiti alle indagini. C’è voluto qualche giorno, ma alla fine sono stati scovati. Nel frattempo, i carabinieri hanno vagliato anche la documentazione del locale e hanno scoperto qualche pecca sul piano autorizzativo.  E così, le sanzioni penali si sono estese oltre i rissanti.

Al centro di tutto un malinteso?

L’aspetto particolare, è la scintilla da cui è scaturita la rissa. Forse un disguido all’origine di tutto. Quella sera, fra i presenti nel locale, c’era un ragazzo con la sindrome di Down. Tre fra i giovani di Scorrano, avrebbero tentato di farlo alzare da una sedia. Per scherzarci o farlo ballare, questo non è chiaro. Sta di fatto che il giovane non ha voluto saperne di alzarsi e al 27enne di San Pietro, a sua volta presente, la scena non è affatto piaciuta. Così, ha istintivamente preso le difese del ragazzo affetto da disabilità. Quanto meno, è andato a parlarci per chiedere se fosse tutto a posto.

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La cosa, a quel punto, non è scesa giù agli scorranesi, diversi fra i quali soggetti con precedenti, che quindi l’hanno affrontato. Ed  è partita così la rissa. Tutto confermato non solo dalla testimonianza del ragazzo di San Pietro, che sarebbe comunque una visione di parte, ma anche da videocamere. La denuncia, nei suoi confronti, è comunque scattata perché, tecnicamente, avrebbe preso parte alla rissa. Sarà poi il pubblico ministero a valutare se portare avanti l’indagine anche nei sui confronti o archiviare. In una rissa, è sempre difficile stabilire e dividere le precise responsabilità individuali.

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