“Voleva sottrarmi la bimba di 6 anni”: parapiglia nella zona della stazione

Una violenta lite, intorno alle 20 di ieri sera, in via Don Bosco, tra due 34enni. Un nigeriano, completamente ubriaco, denunciato per lesioni

Foto di repertorio

LECCE  - Dopo un periodo di tregua, torna la tensione nella zona della stazione di Lecce.  Serata di tensione e violenza per una rissa, segnalata alla polizia intorno alle 20, in via Don Bosco. All’arrivo degli agenti delle volanti, sul posto vi erano due individui: uno di nazionalità nigeriana di 34 anni e un coetaneo di origini tunisine. Il primo, peraltro trovato con permesso di soggiorno scaduto da circa un mese e già in fase di rinnovo, è stato trovato in forte stato di alterazione psico-fisica, anche per via di qualche bicchiere di troppo.

E’ stato il cittadino magrebino a raccontare al personale della questura come l’altro avesse cercato di sottrargli la figlia, una bambina di appena 6 anni. E’ scoppiato il parapiglia col coinvolgimento -sembrerebbe-  di una decina di altri testimoni, i quali avrebbero cercato di separare i due. La lite si è conclusa senza gravi conseguenze, fatta eccezione per alcune escoriazioni, ma tanto spavento anche per i residenti. Oltre alle urla udite a distanza, infatti, residenti e passanti si sono anche spaventati per il lancio di bottiglie in vetro.

Tutti coloro che sarebbero rimasto coinvolti nella rissa - chi per placare gli animi, chi per prendere le difese di uno o dell'altro - non c’erano più all’arrivo della polizia. Il cittadino nigeriano, accompagnato negli uffici della questura leccese, è stato denunciato in stato di libertà per i reati di lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e false attestazioni sull’identità personale.  Il personale della sezione volanti, intanto, ha avviato le indagini per ricostruire nel dettaglio i retroscena di una vicenda ancora poco chiara. E' piuttosto complesso, infatti, stabilire nel dettaglio che cosa sia avvenuto nello specifico, anche perché i testimoni si erano dileguati prima dell'arrivo della polizia. La loro versione, dunque, non potrà contribuire all’attività investigativa. Ma quest’ultima proseguirà nelle prossime ore alla ricerca di eventuali precedenti della storia che potrebbero essere sconosciuti agli inquirenti.

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