Riti satanici e abusi sui minori di una comunità, confermate le condanne

Pena definitiva per due "educatori" di una casa famiglia di Taviano per bambini in difficoltà: direttore della struttura e responsabile

La Corte di Cassazione.

LECCE – Confermate in Cassazione le condanne inflitte nel processo sulla complessa, oltre che dai risvolti inquietanti, vicenda legata a una comunità per minori disagiati del basso Salento, la Oberon di Taviano. Protagonisti due “educatori” della casa famiglia deputata all’accoglienza di ragazzi bisognosi d’aiuto, il direttore, Luigi Fattizzo, e il responsabile della struttura, Stefano Portaccio, di 55 e 47 anni. I due imputati sono stati condannati in via definitiva a 8 anni e due mesi. In primo grado la pena inflitta era di tredici anni di reclusione, poi ridotta in appello, dove erano cadute alcune imputazioni.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i due hanno abusato e maltrattato alcuni giovani ospiti della struttura, infierendo su di loro con un bastone. In altri casi, per motivi banali, le giovani vittime sono stati rinchiusi nelle loro stanze e privati di cibo e acqua. Sono diverse le presunte vittime identificate nel corso delle indagini condotte dai carabinieri di Casarano.

L’episodio più grave riguarda una ragazzina finita, secondo quanto ipotizzato dall’accusa, al centro di una sorta di rito satanico. I due, infatti, avrebbero condotto con la forza la ragazza in una chiesa sconsacrata, in località Mancaversa. Lì la vittima, dopo essere stata legata e imbavagliata, avrebbe subito violenze e abusi di natura sessuale, e sarebbe stata perfino costretta ad assistere ad alcune scene di film horror. I fatti contestati si sono verificati fino al 2012. I due imputati, che hanno sempre respinto le accuse, sono assistiti dall'avvocato Francesca Conte. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, abusi sessuali, violenza privata, minacce e percosse.

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