Rogo nel negozio per le feste: in manette ex gestore del "Twin Towers"

Nel corso della notte l'attività "Ballon Party" colpita dalle fiamme. Il secondo episodio, dopo uno risalente a marzo. Qualche ora dopo la squadra mobile ha effettuato una perquisizione e arrestato un 57enne

Il negozio colpito ancora una volta dalle fiamme.

LECCE – Su di lui gravano dei sospetti da tempo e il succedersi di alcuni episodi nel corso dell’estate ha portato gli agenti della squadra mobile di Lecce a stringere il cerchio. Paolo Spalluto, 57enne già gestore del locale “Twin Towers” è stato arrestato poco dopo mezzogiorno.

Nella notte, infatti, un rogo sulla cui origine i vigili del fuoco non hanno avuto dubbi, indicandone la dolosità, aveva arrecato seri danni al negozio di articoli per feste “Balloon Party”, pure questo sito in viale Japigia, attiguo al locale pubblico da tempo chiuso per fallimento, con procedura di sfratto in corso. Anche l’attività commerciale dedicata ai più piccoli ha i battenti serrati, ma per le conseguenze di un primo rogo, risalente al mese di marzo.

A conferma dell’intento doloso, i vigili del fuoco avevano rinvenuto tracce di gasolio anche nella filiale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, situata subito dopo “Balloon Party”. Gli agenti della squadra mobile hanno così deciso di perquisire l’abitazione di Spalluto, alla quale si accede dal cortile via Gentile, che si trova nello stesso edificio che al piano terra ospita le varie attività commerciali.

Nell’auto in uso al 57enne è stata trovata una bottiglia da mezzo litro contenente in parte alcol etilico e con il tappo bucato al centro, oltre a rotoli di carta igienica parzialmente utilizzati. Non un dettaglio qualunque, quest’ultimo, dal momento che in uno dei precedenti episodi erano stati sequestrati residui di carta igienica bruciata e una bottiglia in vetro con tracce di alcol. Nel portabagagli della vettura, poi, c’erano, all’interno di una grande busta di colore nero, tre fusti da 5 litri ciascuno, vuoti ma già usati per contenere gasolio.

Non finisce qui perché vicino alla porta dell’alloggio di Spalluto è stata trovata un’altra bottiglietta da mezzo litro, pure quella riempita con alcol e col tappo bucato. Nel seminterrato adibito a deposito, infine, gli agenti hanno rinvenuto una scala in legno, con l’ultimo piolo segnato da tracce di gasolio. Si presume che con quella scala siano state raggiunte le finestre del “Balloon Party” per versare il liquido infiammabile che ha generato l’incendio.

L'ultimo incendio nella notte

L'incendio che ha colpito ancora una volta “Balloon Party”, il negozio specializzato nella vendita al dettaglio di palloncini e di articoli per feste, a Lecce, si è sviluppato poco prima delle tre di notte. Ingenti i danni che si sono andati a sommare a quelli provocati dall’incendio dello scorso marzo, in seguito al quale si rese necessaria la chiusura dell’attività.

Dopo sei mesi, l'esercizio (che ancora non aveva riaperto al pubblico, utilizzando la sede che si trova  nella zona industriale della città) situato al civico 63 di viale Japigia, è stato dunque colpito nuovamente dalle fiamme nel cuore della notte. Stavolta, però, non sembrano esserci dubbi: l’evento è stato doloso. A chiarirlo sono le tracce di liquido infiammabile, gasolio, trovate dai vigili del fuoco, intervenuti per spegnere il rogo, su segnalazione di alcuni passanti.

Con l'arresto compiuto dagli agenti della squadra mobile, si conta di aver chiuso il cerchio che comprende almeno altri quattro episodi incendiari ai danni degli alberi di pino, antistanti il "Twin Towers". L'ultimo caso che ha richiesto l'intervento dei pompieri risale a domenica scorsa. A Spalluto si contesta, intanto, il rogo della scorsa notte: saranno le indagini a chiarire con precisioni le responsabilità riguardo agli altri.

Nel 2015 sigilli a parti della struttura

Ancora prima - correva l'anno 2015 - Spalluto e la sua attività erano stati protagonisti della cronaca cittadina per un'altra vicenda: a fine febbraio di quell'anno, infatti, dopo un provvedimento dell'autorità giudiziaria, la polizia locale di Lecce aveva eseguito il sequestro di alcune pertinenze del locale per presunte irregolarità dal punto di vista urbanistico. L'uomo, che pure avrebbe potuto proseguire la sua attività, decise di chiuderla comunicando ai suoi dipendenti, una quindicina, la pessima notizia. Non solo, insieme a loro, nei giorni successivi diede luogo anche a plateali contestazioni, con striscioni e occupazioni temporanee della sede stradale.

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