Violazioni urbanistiche, Salve parte civile in due casi. "E' la prima volta"

Il sindaco ha deciso di costituirsi parte civile contro episodi di abusi avvenuti sul litorale. Chiedendo danni per 20mila euro

LECCE – Davanti alla Seconda sezione monocratica del Tribunale di Lecce (giudice Annalisa De Benedictis, sostituita oggi dal giudice onorario Roberta Maggio) si è celebrata oggi la prima udienza  per due casi di violazioni urbanistiche sul litorale di Salve. Episodi distinti e, come casistica, nemmeno inediti. Quel che è inedito, almeno per Salve, è la costituzione di parte civile del Comune, che ha chiesto 20mila euro di risarcimento del danno.

Il sindaco spiega l'iniziativa

Francesco Villanova, avvocato e sindaco di Salve, spiega il perché di quest’iniziativa. “L’odierna costituzione di parte civile altro non rappresenta se non l’espressione concreta della ferma posizione dell’intera amministrazione, che mi pregio di rappresentare, in tema di tutela dell’ambiente. È la prima volta – aggiunge - che il Comune di Salve, sebbene, spesso e volentieri, citato in passato quale persona offesa in siffatti procedimenti penali, decida di prenderne attivamente parte”.

Insomma, un modo concreto per tutelare l’immagine della cittadina turistica e, probabilmente, un segnale preciso, lanciato anche per scoraggiare altri dal proseguire sulla stessa lunghezza d’onda. “Non devo certamente ricordarlo io, Salve vanta un vasto litorale tra i più rinomati ed affascinanti a livello nazionale, non a caso premiato, anche quest’anno col riconoscimento della prestigiosa Bandiera blu”, fa presente il primo cittadino.

“Siamo sensibili a temi quali conservazione e protezione del nostro territorio a garanzia della legalità, quando, non anche, in situazioni più complesse di quelle odierne, di salute della collettività. D’altronde – conclude Villanova -, non dico o svelo nulla di nuovo quando affermo che preservare l’ambiente è una delle grandi sfide dei nostri tempi e noi, nel nostro piccolo, con questa iniziativa, intendiamo dare un segnale inequivocabile su come la pensiamo e su come reagiremo ad ogni forma accertata di abuso sul nostro territorio”.

I due episodi contestati

Gli episodi contestati risalgono alla scorsa estate. Un caso vede sotto processo due soggetti, M.T., 47enne di Lecce, in qualità di affittuario di un terreno, e F.S.,  46enne di Taurisano, quale proprietario di quell’area, che sono stati accusati in concorso di aver realizzato sul litorale di località Don Cesare (che prende il nome da una vicina masseria), in un’area sottoposta a vincolo idrogeologico, paesaggistico e ambientale, una serie di innovazioni. Per esempio, percorsi e camminamenti pavimentati, così come pavimentazione anche sotto il chiosco di legno prefabbricato, una piattaforma di cemento, muretti di pietre e malta cementizia a delimitazione della struttura e persino una scala in muratura con gradoni verso la spiaggia. Tutto totalmente difforme rispetto all’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio tecnico comunale, che aveva indicato in modo chiaro come le strutture dovessero essere amovibili.

Il secondo procedimento è a carico di F.V., 49enne di Lecce, titolare di una ditta individuale. A Posto Vecchio, rinomata marina di Salve, su un’area sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico, concessa in comodato d’uso, avrebbe realizzato un paio di spianamenti di brecciolino: in un caso, eliminando il canneto, e creando uno stradone con accesso sulla vicina strada provinciale; nell’altro, arrivando a posizionare una piattaforma di legno per collocarvi varie attrezzature (lettini e ombrelloni), creando anche una recinzione. Tutto questo, quando avrebbe dovuto solo noleggiare attrezzature sportive e ricreative. Dunque, opere sviluppate senza alcun permesso di costruire e nulla osta.

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