Moglie minacciata con coltello, torna libero ma dovrà rimanere distante

Divieto di avvicinamento per il 36enne di Salve che domenica si è reso responsabile di un grave episodio durante una lite

LECCE – Arresto convalidato e scarcerazione, ma con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie (abitazione, sede lavorativa, altri posti da lei abitualmente frequentati nella quotidianità), rimanendo distante entro 150 metri. Divieto, ovviamente, esteso anche alle comunicazioni: non dovrà contattarla né per telefono, né con mezzi telematici.

S’è conclusa in questo modo l’udienza di convalida a carico di S.S., l’uomo di 36 anni arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri di Salve e di Presicce-Acquarica dopo aver minacciato la donna, nel corso di una lite, puntandole un coltello alla gola, con lama di 12 centimetri. La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari Edoardo D’Ambrosio, che da un lato ha tenuto conto del fatto che ricorrono esigenze cautelari per via dei gravi indizi di colpevolezza ravvisati in sequestro di persona, violenza privata, minaccia aggravata e lesioni (ma non nella rapina), dall’altro del fatto che l’uomo sia incensurato.   

Il 36enne e la donna hanno avuto un’animata discussione domenica pomeriggio, nell’auto della stessa moglie, lungo la strada provinciale 79, nella zona industriale di Presicce-Acquarica. E l’uomo, che a un certo punto sarebbe arrivato a intimidire la consorte con il coltello, è scappato solo quando un cittadino, di passaggio, si è fermato a soccorrere la vittima. S.S. è stato comunque fermato poco dopo dai carabinieri e arrestato in flagranza.

Stando alla denuncia presentata dalla donna, durante la lite, lui le avrebbe sottratto la borsa e da qui il cellulare, intimandole di fermare il veicolo, per poi tirare il freno a mano, afferrandola per il braccio (provocandole lievi escoriazioni) e puntandole il coltello alla gola, asserendo che non avrebbe più visto i loro figli. Non solo. La vittima ha anche spiegato che le vessazioni sarebbero andate avanti da tempo. Il 36enne, che ha problemi di tossicodipendenza, l’avrebbe maltrattata più volte, anche davanti ai due bambini piccoli della coppia, non solo verbalmente, con frasi tipo “te scannu comu nu cane”, ma anche fisicamente.

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L’uomo, dunque, che era difeso dall'avvocato Luca Puce, e che da parte sua ha negato ogni addebito, torna libero dopo un breve soggiorno in carcere, ma non dovrà avvicinarsi alla moglie.

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