Indagini per abusivismo edilizio, sequestrato il Lido Salapia di San Cataldo

Occupazione abusiva di spazio demaniale e difformità edilizie sono i reati contestati. Quattro gli indagati. La guardia costiera di Otranto ritiene che non vi siano state autorizzazioni preventive di Regione e Provincia per i sacchi in geo-tessuto e in più altre mancanze a livello di struttura

LECCE - Occupazione abusiva di spazio demaniale e abusivismo edilizio: quattro gli indagati e un lido balneare finito sotto sequestro. Al centro della vicenda, il "Salapia" di San Cataldo, marina di Lecce. Lo stabilimento, realizzato dal Comune di Lecce, sorge nei pressi del Molo Adriano ed è affidato in gestione ad una cooperativa di dipendenti comunali. Ha aperto i battenti all’inizio dell’estate del 2010 con un carico di aspettative, in primis quella di venire incontro alle esigenze dei portatori di handicap.

Ma nei mesi scorsi, proprio nel vivo dell'estate, sul lido si è posata la lente della guardia costiera dipendente dall’Ufficio circondariale marittimo di Otranto. Dell'attività di verifica è stata subito informata la Procura della Repubblica di Lecce.

Gli uomini diretti dal comandante Gian Marco Miriello hanno tratto spunto soprattutto da una serie di sacchi in geo-tessuto. Questi sono stati posti nello specchio d’acqua davanti al Lido Salapia e nei pressi del tratto di spiaggia libera adiacente. Lo scopo: limitare l’erosione costiera in quel tratto di arenile. Una questione antica, nelle marine leccesi.

100_1254-2La posa è avvenuta sulla scorta di un permesso del Comune di Lecce stesso, ma – ed è qui il nodo - in assenza di un’autorizzazione preventiva di altri enti competenti, quali la Regione Puglia e la Provincia di Lecce.

Sotto il coordinamento del sostituto procuratore Massimiliano Carducci, la guardia costiera ha rilevato la posa di più di 140 sacchi, ma anche presunti abusivismi demaniali ed edilizi per circa 240 metri quadrati, tra fabbricati in legno, struttura in tubi Innocenti per le impalcature, pontile di legno con passerella e strutture di copertura ed ombreggiamento anche queste di legno.

Questa mattina, il secondo atto: sono scattati i sigilli all’intera struttura, dopo un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari. Ma le indagini non terminano qui. Al momento sono al vaglio degli inquirenti eventuali ulteriori responsabilità da parte di persone che potrebbero aver consentito e posto in essere, a vario livello, questa condotta.

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