La lunga notte degli ubriachi cadenti: 19 su 38 trasportati in ospedale

San Lorenzo di fuoco per gli operatori del 118. Ben 150 missioni, molte per abuso di sostanze. Fra questi, anche sei minorenni

LECCE – La notte di San Lorenzo, come sempre, s’è rivelata molto impegnativa per gli operatori del Seus (Servizio emergenza urgenza sociale) 118. Costretti a scappare avanti e indietro con ambulanze e automediche perché ieri, cadenti, non sono state solo le stelle (in realtà, uno sciame meteorico, quello delle Perseidi), ma anche quei troppi, salentini e non, che hanno deciso di celebrare la tradizione sollevando il gomito. Mai come quest’anno, si può dire, visto che San Lorenzo è caduto proprio di sabato.

Sono stati trentotto i casi trattati per ebbrezza da alcool o altre sostanze. Veri e propri abusi che per la metà esatta dei soggetti (diciannove) ha comportato anche il trasporto in ospedale. Non si mantenevano in piedi. Gli altri, sono stati medicati sul posto. I trentotto episodi in questione si sono sommati agli interventi di routine per persone con problemi di salute varia natura o incidenti. Il più grave, quello avvenuto a Maglie, sui binari della stazione, dove un giovane di Gioia del Colle ha perso la mano destra (ne riferiamo a parte). Il tutto, per circa 150 missioni di soccorso. Fra l’altro, va aggiunto anche il supporto reso nella notte a Otranto, per lo sbarco di migranti (anche di questo caso, ne riferiamo a parte).

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Fra i vari che hanno avuto necessità di aiuto per problemi correlati agli eccessi da alcool, anche sei minorenni: cinque ragazzi e una ragazza. Il più giovane fra loro, 14 anni appena. La maggior parte delle chiamate è arrivata dalle zone marine, soprattutto Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo e Torre Lapillo e Torre San Giovanni. I più sono stati trasportati nei pronto soccorso degli ospedali di Copertino, Gallipoli e Casarano. Il 118 è intervenuto anche in alcune situazioni in cui si sono verificate liti, se non veri  o propri accenni di rissa, a Gallipoli, Lequile e Andrano.

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