Sanità malata: maxi-retata della finanza, 83 denunce

Truffa ai danni del servizio sanitario nazionale scoperta dalla guardia di finanza di Gallipoli: i soggetti indagati avrebbero dichiarato redditi inferiori per avere l'esenzione totale del ticket

Imprenditori nel settore dell'ediliza e grossisti di pesce, un sottufficiale delle forze armate, anche un minorenne, probabilmente istruito dai genitori, tutti della zona di Gallipoli e Matino. Personaggi quindi con un reddito annuo decisamente superiore ai parametri previsti dalla legge 724/94 per beneficiare dell'esenzione totale del ticket sanitario: 13 mila euro circa per una famiglia composta da padre, madre e due figli. Eppure 83 di loro non si sono fatti scrupoli nel dichiarare il falso sull'autocertificazione presentata al momento di effettuare delle visite specialistiche in un laboratorio analisi di Gallipoli convenzionato con la Asl. Una truffa considerevole ai danni del servizio sanitario nazionale quella scoperta dai militari della guardia di finanza di Gallipoli al comando del capitano Marco Damu, risultato di un'indagine partita lo scorso agosto e tutt'ora in corso. Prima l'acquisizione, nel laboratorio, che naturalmente non ha nulla a che fare con la truffa, delle ricette con la richiesta da parte del medico curante delle prestazioni specialistiche, poi la comparazione, caso per caso, tra il reddito dichiarato e quello effettivo. E la percentuale degli illeciti è veramente considerevole: su 230 esenzioni controllate, ben 83 sono risultate false. Un 45 per cento circa che ha determinato un mancato introito alla Asl di migliaia e migliaia di euro.

E i controlli dei finanzieri hanno riguardato solo una prima tranche della documentazione acquisita. Se si pensa che il laboratorio in questione è, a Gallipoli, l'unico convenzionato e serve un bacino d'utenza di buona parte dei comuni limitrofi, l'ammanco potrebbe essere molto più elevato. Mancati introiti nelle casse della Asl, meno denaro da poter investire in servizi. Una truffa che si ripercuote quindi, inesorabilmente, sui cittadini onesti e sui malati con reali difficoltà. Per i responsabili è scattata una denuncia per truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. Gli illeciti sono stati comunicati alla Asl competente ed alla repubblica regionale della Corte dei Conti di Bari per il recupero delle somme all'erario.

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