Ex suocero nasconde ricercato nella villetta al mare, arrestati entrambi

Sandro Mirra di Nardò deve scontare oltre 6 anni per condanne definitive. Ha tentato la fuga quando i poliziotti sono arrivati al nascondiglio. E in casa del 61enne Antonio Carafa c'era anche un ordigno da guerra

SANT’ISIDORO – Sapeva che prima o poi sarebbe arrivato il provvedimento che lo condannava a scontare in modo definitivo una serie di pene accumulate nel tempo per via di svariati reati. E, quando ha avuto il sentore che il giorno delle manette stava per avvicinarsi inesorabilmente, s’è reso uccel di bosco. Anzi, di marina. Perché prima sarebbe stato avvistato nei dintorni di Porto Cesareo. Poi, è stato sorpreso nella vicina Sant’Isidoro.

E non è tutto. Sandro Mirra, 44enne di Nardò, in questa storia ha trascinato anche il suo ex suocero dal primo matrimonio, con il quale evidentemente non aveva mai interrotto i rapporti. Tanto che Antonio Carafa, 61enne, anch’egli neretino e noto alle forze dell’ordine, è stato a sua volta arrestato. L’ha ospitato e coperto, tentando di agevolarne anche la fuga, quando alla porta hanno bussato gli agenti di polizia del commissariato di Nardò.

Sei anni, un mese e otto giorni. Tanto deve scontare Mirra. E, una quindicina di giorni addietro, i carabinieri sono andati a casa per rintracciarlo. Lì si sarebbe dovuto trovare già ai domiciliari, dopo l’ultimo arresto (marzo scorso, bloccato a Santa Maria al Bagno per furto in un’abitazione). Ma in casa non c’era. Nei giorni successivi, sia gli stessi carabinieri, sia i poliziotti di Nardò, hanno cercato più volte di rintracciarlo. Ma non c’è stato verso.

Villetta circondata, nessuno scampo

Gli agenti del commissariato, però, qualche giorno addietro hanno avuto il sentore di poter catturare l'evaso ricercato. Un avvistamento è avvenuto a Porto Cesareo. Tuttavia, il blitz è andato a vuoto. Ma non per questo i poliziotti hanno desistito. Sapevano che non poteva essere lontano, Mirra, e ieri sera hanno avuto la netta percezione che si fosse rintanato nella villetta al mare dell’ex suocero.

Quando si sono presentati alla porta e hanno citofonato, qualificandosi come agenti (erano in abiti civili, le volanti sarebbe arrivate a breve e l’edificio sarebbe stato di lì a poco circondato), si è affacciato Carafa. Il quale ha iniziato a prendere tempo con una serie di scuse, non volendo aprire.

Stava cercando di agevolare l’uscita di scena di Mirra che, di soppiatto, si era affacciato dalla parte posteriore della villetta, per scavalcare la ringhiera e tentare la fuga. Ma alcuni agenti appostati a loro volta in quella zona, proprio per prevenire ripiegamenti, sono stati più lesti di lui e l’hanno bloccato.

Il curioso rinvenimento: chiamati gli artificieri

Un aspetto curioso consiste in quanto i poliziotti hanno trovato in quella casa che si affaccia sulla strada Tarantina, durante la perquisizione. C’era, infatti, una bomba da mortaio da 81 millimetri, d’addestramento. Probabilmente inefficace, ma è chiaro che non hanno potuto prelevarla e portarla via. I poliziotti neretini hanno dovuto chiamare i colleghi artificieri da Brindisi, che hanno sequestrato l’ordigno, per una successiva perizia.

E così, non solo Mirra è stato arrestato per scontare il provvedimento definitivo e con l’ulteriore accusa di evasione (è finito in carcere), ma anche per Carafa sono scattate le manette (per lui, domiciliari). Risponde di favoreggiamento personale, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di arma da guerra.

Sandro Mirra ha alle spalle una serie di reati quali furti e truffe. Stupore ha suscitato, di recente, la revoca della sorveglianza speciale da parte dei giudici della Corte d’appello. Poco dopo quella sentenza a lui favorevole, era stato “pizzicato” dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Gallipoli a mettere a segno l’ennesimo furto in un’abitazione. 

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