Rimossi gli abusi, scatta il dissequestro per l'area del Lido dell'Ancora

Accolta l'istanza presentata dai legali di concessionario e gestore per l'attività che sorge a Sant'Isidoro, marina di Nardò

SANT’ISIDORDO – Il pubblico ministero Roberta Licci ha accolto l’istanza di riduzione in pristino (cioè, di riportare la situazione com’era prima delle variazioni) presentata dai legali difensori di concessionario e gestore del Lido dell’Ancora di Sant’Isidoro, marina di Nardò, nei confronti del quale a fine luglio era scattato il sequestro per alcune difformità rilevate. 

I militari della guarda costiera dell’ufficio marittimo di Torre Cesarea e di Gallipoli, durante un controllo, avevano contestato l’esistenza di opere realizzate in parziale difformità rispetto alle autorizzazioni e in violazione delle norme edilizie e paesaggistiche, rilevando anche l’esistenza di un muretto di delimitazione con recinzione e la copertura di un’area pari a 20 metri quadri asservita alle docce, opere, queste, abusive. Era emersa anche l’occupazione abusiva di una porzione di demanio marittimo (75 metri quadrati) con tavoli e divanetti per i clienti.

Pannelli di 20 centimetri, divanetti e tavoli, copertura in cannucciato, tutto è stato rimosso. L’area sulla quale erano scattati i sigilli è stata quindi restituita. Il concessionario è difeso dagli avvocati Massimo Zecca e Paolo Gaballo, il gestore dagli avvocati Danilo Lorenzo e Giovanni Marzano.
 

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