Si schianta una barca con migranti. Catturato lo scafista, era in fuga

A Porto Miggiano i carabinieri di Maglie hanno arrestato un turco. Rintracciati a terra alcuni stranieri. Ricerche dei vigili del fuoco con sommozzatori ed elicottero per eventuali dispersi, poi interrotte in tarda mattinata

PORTO MIGGIANO – Sono state ore di frenetiche ricerche quelle iniziate alle prime luci del giorno a Porto Miggiano, frazione di Santa Cesarea Terme, e conclusesi attorno alle 13 di oggi. Si temevano, infatti, dispersi in mare, dopo uno sbarco di migranti piuttosto turbolento, al seguito del quale una barca a vela di 11 metri si è schiantata contro gli scogli, incagliandosi.

Che vi potessero essere dispersi era solo un’ipotesi, giacché all’appello mancano ancora diverse persone (dieci su diciotto totali) fra quelle che hanno affrontato la traversata, partendo probabilmente dalla costa turca. Ma, dato che non vi è stato alcun avvistamento in mare per tutto il tempo in cui sono durate le perlustrazioni, e considerando le successive indicazioni rese al Pool antimmigrazione della Procura da coloro che sono stati rintracciati a terra, si può dedurre che i "dispersi" si siano in realtà allontanati a piedi, una volta toccata terra. 

Ovviamente, però, nei primi momenti non si poteva lasciare nulla d’intentato. Fra l'altro, si era persino sparsa la voce di un cadavere nella barca. Voce subito smentita. 

Le segnalazioni per una barca incagliata

Tutto ha avuto inizio attorno all’una e mezzo di notte, quando sono giunte segnalazioni al 112 per una barca che aveva subito un impatto sulla scogliera e che non stava riuscendo a riprendere il largo. E l’intervento dei carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Maglie è stato immediato.

In quel momento, infatti, stavano svolgendo uno dei consueti controlli estivi nei pressi della discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme (peraltro, effettuando un arresto, di cui riferiamo a parte, Ndr), per cui in pochi minuti i militari sono arrivati sul posto, riuscendo a bloccare due persone ancora nei pressi del natante arenatosi: si tratta di un curdo iracheno e di un turco, Kirca Mustafa, 43enne.

turco arrestato-2E' soprattutto su quest’ultimo che si sono concentrate le indagini. Si ritiene, infatti, che si possa trattare dello scafista. E dopo accertamenti, l'uomo è stato arrestato. A inchiodarlo è stato, prima di tutto, l'atteggiamento. E' stato bloccato mentre tentava la fuga. Era appena sbarcato da un tender, con il quale aveva abbandonato il veliero. Addosso aveva anche 900 euro, probabilmente parte del compenso per il viaggio (il grosso della somma sarà in mano agli organizzatori). Come ulteriore riscontro, il migrante curdo iracheno che era nelle vicinanze l'ha indicato ai carabinieri come il traghettatore.  

Le ricerche in mare

I trasportati, dunque, dovrebbero essere tutti di etnia curda. Sono iniziate da quel momento ricerche interrottesi solo in tarda mattinata, interessando sia la capitaneria di porto, che ha inviato motovedette dell'ufficio circondariale marittimo di Otranto e personale a terra, sia i vigili del fuoco.

Video | Si alza in volo l'elicottero 

Questi ultimi hanno attivato il nucleo Saf, quello sommozzatori e da Bari si è anche sollevato un elicottero, che ha raggiunto Porto Miggiano per perlustrare lo specchio d'acqua dall'alto. Nel frattempo, la barca è stata disincagliata e la guardia costiera ha successivamente rintracciato sei stranieri dichiaratisi curdi. Facevano parte del gruppo sbarcato nel corso della notte. Tra loro, una donna e due minori. Sono stati tutti trasportati nel centro di prima accoglienza "Don Tonino Bello" di Otranto. Ascoltati per ricostruire ancor meglio i fatti, stando a quanto riferito, dovrebbero dunque mancare altri dieci fra loro, nessuno dei quali è però caduto in mare. 

Una lotta contro tempo e maltempo

Di certo, non si poteva trascurare la possibilità di qualche disperso in mare. E quella dei soccorritori è stata una vera e propria lotta contro il tempo e il maltempo. Già, perché proprio per oggi le previsioni indicavano possibili rovesci e all'orizzonte si stavano addensano nuvole nere. Giusto ieri è stata diramata un'allerta meteo, con codice giallo. E spirava questa mattina un forte vento di scirocco che, per chi conosce bene la zona, è nefasto per i naviganti. Difficilmente, con le condizioni attuali, qualcuno se la sarebbe potuta cavare. 

Tutto questo mentre per il 43enne turco sono state formalizzate due pesanti accuse: ingresso clandestino di stranieri nel territorio italiano e favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina e, sulla scorta dell'articolo 1097 del codice di navigazione, abbandono di nave in pericolo da parte del comandante. Per lui si sono aperte le porte della casa circondariale di Lecce.

Articolo aggiornato alle 13,36 con la chiusura delle ricerche in mare.

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