Migranti lasciati sull'Isola di Sant'Andrea, scafisti in fuga con la barca

Guardia costiera e finanzieri hanno rintracciato 47 sedicenti pachistani attorno alle 5 del mattino. Nel gruppo anche dieci minorenni. Caccia ai trafficanti

Foto di repertorio.

GALLIPOLI – L’imbarcazione questa volta è riuscita ad allontanarsi dopo aver scaricato i migranti sul primo pezzo di terra che gli scafisti hanno trovato su loro cammino che fosse sufficientemente vicino alle rive e permettese loro, nello stesso tempo, di non farsi notare troppo. E quando qualcuno si è accorto dalla riva di alcune luci sull’Isola di Sant’Andrea - probabilmente quelle degli smartphone -, proprio di fronte alla città vecchia di Gallipoli, contattando la Capitaneria di porto, ormai i trafficanti dovevano aver preso il largo a velocità sostenuta.  

Sono quarantasette in tutto gli stranieri recuperati poco prima dell’alba di oggi. Dieci i minorenni. Nessuna donna, questa volta, nel gruppo, che deve essere partito da sponde greche o turche, aver circumnavigato il Capo di Leuca, viaggiando in piena notte nell’ultimo tratto, per poi approdare su quello scoglio di una cinquantina di ettari da cui spicca il faro. Qui, sono tutti scesi in fretta e in furia e hanno atteso gli eventi successivi.

L’avvistamento è avvenuto intorno alle 5 del mattino. In direzione dell’isola si sono così dirette le motovedette di guardia costiera e guardia di finanza. I migranti sono stati trasferiti a bordo e condotti presso il porto, dove nel frattempo erano arrivati i mezzi sanitari della Croce rossa e del 118. Gli stranieri dovrebbero essere tutti pachistani, stando a quanto riferito nelle prime fasi. Ma ora inizierà il procedimento di identificazione a opera del pool della Procura.

Nel porto i migranti, tutti in discrete condizioni, hanno ricevuto la prima assistenza, poi sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto. Nel frattempo, le attività sono andate avanti. Le motovedette hanno perlustrato il mare in cerca di imbarcazioni sospette. Per esempio, un veliero come quello che alle prime ore del 23 luglio scorso si è incagliato davanti a Lido Pizzo. Per il momento, però, nulla.

S2400044-2Una cosa ormai è certa. I traffici lungo il Canale d’Otranto e lo Jonio sono ripresi ormai con una certa insistenza. Nel 2018, rotta una sorta di continuità temporale fra un’ondata di migranti e l’altra, ci sono voluti cinque mesi prima di vedere un nuovo approdo nel Salento. Era il 6 maggio quando furono rintracciati una quindicina di migranti, con l’arresto di uno scafista. Da allora, le attività sono ricominciate con gli stessi ritmi degli ultimi anni.

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