Barca a vela con 56 migranti soccorsa al largo nel mare grosso

Le motovedette della guardia costiera hanno intercettato il natante, in difficoltà, a circa 6 miglia dalla costa si Santa Maria di Leuca. Dopo il salvataggio, s'è incagliato fra gli scogli

SANTA MARIA DI LEUCA - Se non s’è rischiata la tragedia, poco c’è mancato, questa volta. Il vento di scirocco spirava forte, oggi, al largo del Capo di Leuca, a 18 nodi, con raffiche fino a 21. Loro, i migranti, 56 in tutto, fra cui bambini, erano stati abbandonati dagli scafisti in mezzo al mare, in balia di onde e correnti, su una barca a vela che rischiava di andare alla deriva. I trafficanti di vite, spariti con qualche altra barca. Gli stranieri - curdi, siriani, iracheni –, così, si sono ritrovati su quel natante che già sarebbe stato difficile da governare per un lupo di mare, figurarsi per chi non ha nemmeno le basi della navigazione.

Sono stati i militari della guardia costiera, inviati immediatamente dalla capitaneria di porto, a salvarli. Dopo le prime segnalazioni, provenienti da circa 6 miglia dalla costa, i soccorsi sono partiti subito con le motovedette. Era circa a metà mattinata. Sono state, di certo, ore difficili, nel mare grosso, con la barca a vela sballottolata. I militari hanno così provveduto a prendere governo dell’imbarcazione, per portarla verso riva. Porto previsto per lo sbarco, quello di Santa Maria di Leuca, il più vicino. Nel frattempo, sul molo si sono convogliati operatori della Croce rossa di Lecce, inviati dalla sala operativa regionale, carabinieri della stazione di Castrignano del Capo, militari della guardia di finanza.

Le operazioni si sono concluse intorno alle 15, con trasbordo e sbarco senza imprevisti. Solo dopo l’arrivo a terra, quando comunque erano già tutti in salvo, l’imbarcazione, in preda alle onde, si è incagliata negli scogli a nord di Leuca, al limite dell’abitato.

WhatsApp Image 2019-12-02 at 17.00.37-2Del gruppo facevano parte anche cinque bambini e una donna (due bimbi piccoli erano con lei). Un paio di  migranti sono stati trasportati in ospedale causa di lievi malori dovuti alla traversata e mal di denti. Tutti gli altri, per quanto stremati da un lungo e pericoloso viaggio di giorni, sono risultati in discrete condizioni di salute.

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I due bambini più piccoli hanno subito stretto amicizia con i volontari della Croce rossa. Davanti ai palloncini creati sul momento con i guanti di lattice e agli aeroplanini di carta, è tornato il sorriso sui loro volti, dopo lo spavento per una simile traversata. I migranti sono stati visitati dai medici dell’Usmaf e dalla stessa Croce rossa, prima di procedere al trasferimento presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto, dove si avvieranno anche alle formalità di rito, delle quali si occuperà il pool istituito dalla Procura che indaga sul fenomeno del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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