Scomparsi dal 28 luglio, adesso s'indaga per sequestro di persona

Il reato ipotizzato dalla Procura a carico di ignoti. In questo modo, si possono svolgere indagini su complesse per cercare di rintracciare i due minori, un ragazzo comasco e l'amica salentina

La stazione di Nardò dei carabinieri.

LECCE – Mancano all’appello, ormai, da giovedì 28 luglio. Nessuna notizia. Nessuna telefonata da parte loro e nessuna risposta alle chiamate di chi li cerca. I cellulari, muti. Un vero mistero. E più passano le ore, più si teme per le sorti di Mirko Valenzano, 17 anni a settembre, di Beregazzo con Figliaro (provincia di Como), e della sua amica salentina, di un anno più giovane. Tanto che in queste ore, in Procura, è stato aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di sequestro di persona.

Probabilmente non c’è alcun sequestro all’origine. Ma non si lascia nulla d’intentato, specie a distanza di tanti giorni. E con un’indagine di questo tipo, si possono condurre rilievi più complessi. Specie a livello tecnico. Per esempio, con il tracciamento dei cellulari attraverso codice Imei.

Ieri, in Prefettura, s’è svolto un tavolo tecnico per il coordinamento delle ricerche, convocato dal prefetto Claudio Palomba. Per il momento non c’è il consenso della famiglia della ragazza alla distribuzione il pubblico della sua immagine (va considerato che è minorenne, quindi è necessario), a differenza dei genitori di Mirko Valenzano che, da subito, hanno ritenuto di dover diffondere ogni dettaglio utile alle ricerche. L’immagine della ragazza, dunque, per ora è solo nelle mani delle forze dell’ordine.

463ef952-e862-4165-85eb-66ae1bc5fb13-2Per il resto, non ci sono novità di rilievo. Emerge solo un dettaglio: il giovane, che si frequenta con la ragazza salentina fin dalla scorsa estate, a un’amica di Verona, qualche mese addietro, aveva confidato via Whatsapp che per le vacanze avrebbe messo in atto “un piano grandioso”. Aggiungendo un enigmatico “poi vedrai”, senza però scendere in dettagli. Sembra ora chiaro il riferimento a questa fuga. 

La storia, per quanto riguarda i momenti della scomparsa, è ormai ben nota. Mirko ha raggiunto a metà giugno la nonna a Porto Cesareo, per trascorrere nel Salento le vacanze estive. Da giovedì, però, i due sono scomparsi, dopo essersi incontrati a Santa Caterina, marina di Nardò. Sembra che il giovane avesse un borsone, stando a quanto avrebbero notato le ultime persone che hanno avuto a che fare con lui. In tasca, non più di 600 euro.

E’ stata la nonna del ragazzo, giovedì sera, a lanciare l’allarme e a contattare i genitori, Antonio e Nadia. I telefoni cellulari dei due ragazzi, però, come detto, sono spenti da allora. Sul caso esistono ben tre denunce: una presso i carabinieri di Porto Cesareo, una seconda davanti a quella di Olgiate Comasco (riferimento per la famiglia del ragazzo) e un’altra ancora presso il comando stazione di Nardò. Alla fine è stato accorpato tutto in un unico fascicolo e il coordinamento è stato affidato ai militari neretini, che dipendono dalla compagnia di Gallipoli.

Il 16enne, corporatura esile, è alto circa un metro e settanta per 60 chilogrammi, con occhi e capelli castani. La loro potrebbe essere una semplice “ragazzata” o una fuga d’amore, come s’è già scritto. Solo che adesso il fascicolo d'indagine è cambiato e le investigazioni diventano più articolate.

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