Scontro tra treni con venti feriti, a processo due dirigenti di Fse

Inizierà a novembre il processo sull’incidente avvenuto il 13 giugno 2017. Lo ha stabilito il giudice Toriello che oggi ha assolto in abbreviato il capotreno e ha accolto il patteggiamento a un anno e 8 mesi per il macchinista

GALUGNANO - Partirà il 4 novembre il processo sullo scontro tra due treni avvenuto il 13 giugno del 2017 a Galugnano. A rispondere dell’incidente che provocò il ferimento di venti persone, tra passeggeri e dipendenti di Ferrovie Sud Est (Fse), saranno Lucio Curci, 55 anni, di Foggia, nel ruolo di business unit trasporto Ferroviario Fse, e il direttore Luigi Albanese, 63 anni, originario di Lecce ma residente a Triggiano (Bari) (difesi dagli avvocati Andrea Di Comite e Michele Laforgia).

Lo ha deciso in mattinata il giudice Michele Toriello che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, e dinanzi al quale hanno invece chiuso il loro conto con la giustizia altre due persone coinvolte nello stesso procedimento. Stiamo parlando del macchinista Rosario Rosato, 59 anni, di Lizzanello, che ha patteggiato (attraverso il difensore Mario Rossi) un anno e otto mesi di reclusione col beneficio della pena sospesa, e del capotreno Massimo Quarta, 54, di Monteroni (assistito dall’avvocato Maria Pia Scarciglia), assolto “perché il fatto non costituisce reato”, nel giudizio abbreviato (condizionato da documenti).

Stando alle carte dell’inchiesta, i due dirigenti non avrebbero previsto un’adeguata formazione del personale. Il macchinista, in particolare, avrebbe commesso una serie di errori, come quello di non serrare correttamente il freno di stazionamento per poter eseguire in sicurezza l’operazione di sfrenatura dei carrelli; proprio nell’effettuare quest’operazione avrebbe commesso altri sbagli: scendere dal mezzo; intervenire su un tratto di linea ferroviaria in pendenza e non eseguire alcuna manovra di emergenza per arrestare il treno ed evitare la collisione con l’altro fermo al segnale di protezione.

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