Il bilancio della tragedia: 23 le vittime. Samuele compie sette anni

Emanato il secondo bollettino medico della giornata. Resta da identificare la salma di un uomo. Il bimbo estratto dalle lamiere è in buone condizioni

Una drammatica foto scattata dai vigili del fuoco.

BARI – Terminate presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari le operazioni di identificazione delle vittime dell’incidente ferroviario verificatosi ieri mattina tra Corato e Andria.

Le persone decedute sono 23, di cui 22 riconosciute. Non è stato ancora associato a un nome il corpo di un uomo, tra i 55 e il 60 anni, cui non corrisponde alcuna denuncia. Sono tutti di nazionalità italiana. Due delle salme appartengono al personale di Ferrotramviaria. 

Si tratta di Fulvio Schinzari, 59 anni, nato a Galatina;  Pasquale Abbasciano, di Andria, macchinista; Luciano Caterino, 37enne nato e residente a Corato, macchinista; Enrico Castellano, nato a Ostuni, aveva 72 anni; Antonio Summo, 15 anni, di Ruvo di Puglia;  Donata Pepe, 70 anni di Terlizzi, (nonna del piccolo Samuele); Albino De Nicolo, 53 anni di Terlizzi, capotreno; Giuseppe Acquaviva, 51 anni, di Andria; Serafina Acquaviva, 52 anni di Andria; Alessandra Bianchino, 29 anni, di Andria; Rossella Bruni, 26 anni, di Trani; Jolanda Inchingolo, 25 anni, di Andria; Maurizio Pisani, di Andria, di 55 anni;  Gabriele Zingaro, 25 anni, di Andria;  Pasqua Carnimeo (Patty), 30 anni, nata a Modugno; Maria Aloysi, 49 anni, di Andria ma viveva a Modugno; Francesco Ludovico Tedone, 17 anni, di Corato; Salvatore Di Costanzo, 56 anni di Bergamo, in Puglia per lavoro; Michele Corsini, 61 anni, di Milano; Gabriele Zingaro, di 25 anni, di Andria; Giulia Favale, nata in Francia, di 51 anni; Nicola Gaeta, barese di 56 anni.

“Oggi pomeriggio e domani – ha detto Francesco Introna, direttore dell’istituto - procederemo con gli accertamenti radiologici e poi con due-tre autopsie al massimo. Poi, andremo avanti con una Tac di tutte le salme e con ulteriori due, tre indagini identificative aggiuntive. Le salme saranno rilasciate venerdì sera, i funerali avverranno da sabato”.

Ultimo bollettino medico.

Nel pomeriggio è stato diramato un secondo bollettino medico: “Per quel che riguarda i pazienti ricoverati – ha aggiunto Giovanni Gorgoni, direttore del dipartimento Politiche della Salute della Regione Puglia - sono stazionarie le condizioni di quelli in prognosi riservata, che sono otto e non sono in pericolo di vita. Degli undici pazienti ricoverati ad Andria, quattro saranno dimessi nei prossimi giorni”.

Un capitolo a parte per il bimbo di sette anni estratto dalle lamiere dal provvidenziale intervento dei vigili del fuoco:“Il bambino è in buone condizioni, rimane la prognosi riservata più per prassi medico legale che per altro, per una febbricola legata alle infezioni da corpi estranei. Oggi Samuele compie 7 anni, non sa della nonna e sta con la madre, tenuto anche sotto osservazione dal punto di vista psicologico e neuropsichiatrico. Sono 52 i feriti transitati nei pronto soccorso, di cui uno deceduto al pronto soccorso di Andria”.

Le dichiarazioni di Emiliano.

“E’ un evento catastrofico che ha cambiato la vita di tutti noi e che cambierà la vita di tutto il paese. E’ evidente che questi fatti hanno richiamato l’attenzione di tutti noi su problematiche di grande rilevanza. L’insieme di interventi che sono stati sviluppati dalla Regione Puglia nelle sue branche: dalla Protezione civile al Policlinico, gli interventi presso il pronto soccorso di Andria, che è stato davvero strepitoso: nel giro di pochi minuti hanno dovuto gestire più di trenta interventi”.

“Io sono arrivato sul posto 45-50 minuti dopo gli eventi – ha proseguito Emiliano - e non c’era più neanche uno dei feriti. Erano stati tutti trasportati, con l’aiuto anche degli elicotteri della Basilicata che ringrazio ovviamente con i nostri. L’insieme ha funzionato in una delle più gravi emergenze della storia della Regione in maniera assolutamente soddisfacente. L’identificazione delle salme, assolutamente non facile è stata realizzata in tempi da record con una sensibilità umana della quale ringrazio i professori Introna e Dell’Erba e tutti i loro collaboratori. L’insieme della Regione Puglia ha reagito in modo positivo”.

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“Non ci accontenteremo di verità di facciata – ha concluso il governatore. Cercheremo la verità, sosterremo il lavoro dell'autorità giudiziaria di Trani per capire fino in fondo cosa è accaduto per non lasciare alcun dubbio a nessuno. L’impegno lo ribadisco qui, in questo istituto nel quale per molti anni ho collaborato con accademici e con l’apparato, una delle eccellenze italiane e della Regione. La conferenza stampa è stata autorizzata dall’autorità giudiziaria che avrà il compito di comunicare anche i nomi delle vittime”.

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