Paura e studenti in fuga nelle campagne, intera carrozza delle Ferrovie Sud Est in fiamme

L'incendio è divampato a bordo di un treno pieno di pendolari intorno alle 13,40 fra Tuglie e Seclì. A bordo c'erano circa quaranta persone, che sono state fatte scendere da macchinista e capotreno. Il problema nato forse da un cortocircuito. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri

Foto con il logo di Lecceprima per gentile concessione di Antonio Martalò.

SECLI'  – Non è la prima volta. Anzi, si viaggia ormai alla media un po' inquietante di un incidente all'anno, se si prendono in esame i casi principali dal 2012 a oggi. E alla base c'è sempre qualche malfunzionamento, che fa scoccare la fatidica scintilla.

E se il principio d'incendio non viene spento subito con un estintore, se le fiamme si alimentano di tappezzeria e altre parti infiammabili diventando in pochi istanti già alte e difficili da arginare, gli effetti possono essere devastanti. Come avvenuto, ad esempio, nel 2013 a San Donato di Lecce. E come accaduto di nuovo nel primo pomeriggio di oggi, fra Tuglie e Seclì, in contrada Lusci. Dove, di un'intera carrozza, resta ora solo uno scheletro di lamiera annerito, fermo quasi all'altezza di un casello. 

Erano circa le 13,40 quando, all’improvviso, sul treno delle Ferrovie Sud-Est che segue la tratta ferroviaria tra Novoli e Gagliano del Capo, si sono sprigionate le fiamme. Appena hanno visto il fumo, il macchinista e il capotreno hanno subito fermato il convoglio, consentendo ai passeggeri di scendere. Sono stati momenti di tensione palpabile, con un fuggifuggi generale fra i campi circostanti. Nel giro di pochi istanti, il fuoco avrebbe completamente divorato una carrozza.

Il treno, nel momento in cui s’è verificato l’incidente, stava viaggiando da Tuglie verso Seclì, in direzione della stazione ferroviaria che serve quest’ultimo centro e i vicini comuni di Aradeo e Neviano. Sospinto dall’automotrice Ad39, si trovava al chilometro 35. A bordo c’erano circa quaranta persone fra studenti e pendolari. Nessuno di loro, fortunatamente, ha riportato ferite o intossicazioni.

Il punto in cui s’è bloccato il treno, infatti, prima di essere inghiottito dal rogo, è in aperta campagna. I malcapitati che si trovavano a bordo si sono allontanati in fretta, tenendosi a distanza di sicurezza. Per raggiungere il posto, intanto, erano in movimento le squadre di vigili del fuoco dal distaccamento di Gallipoli e dal comando provinciale di Lecce.

I pompieri hanno lavorato a lungo prima di dichiarare sicura l'area. Ma la tratta è rimasta bloccata per molte ore, fino a pomeriggio inoltrato, generando inevitabili problemi a catena. In contrada Lusci sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Neviano e della compagnia di Gallipoli, oltre alla polizia locale. L’incendio, secondo le prime e comunque già solide ipotesi, dovrebbe essere stato scatenato da un cortocircuito, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. Il danno è comunque coperto d’assicurazione.    

Come detto, sono vari i precedenti analoghi degli ultimi anni. Il 30 agosto del 2012 un principio d’incendio si sviluppò su un treno in prossimità di Maglie. Il 25 marzo del 2013 toccò al già citato treno appena arrivato nella stazione di San Donato di Lecce, con una carrozza andata completamente distrutta e con essa la motrice. L’11 aprile del 2014 un piccolo rogo sulla littorina in movimento sui binari della Grecìa Salentina fu spento praticamente subito grazie alla prontezza di riflessi del personale. Il treno si fermò poi nello scalo ferroviario di Soleto, dove intervennero i vigili del fuoco.     

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