Apisem, per consulenti Procura “fonti di contaminazione non rimosse”

E' stata depositata nei giorni scorsi la relazione dei consulenti nominati dalla Procura,nell'ambito dell'inchiesta relativa al cantiere su cui sta sorgendo il complesso universitario "Studium 2000"

Un carabiniere del Noe davanti alla struttura.

LECCE – E’ stata depositata nei giorni scorsi la relazione dei consulenti nominati dalla Procura, il chimico Mauro Sanna e il geologo Bruno Grego, nell’ambito dell’inchiesta relativa al cantiere su cui sta sorgendo il complesso universitario “Studium 2000”, sottoposto a sequestro preventivo, lo scorso 25 maggio, dai carabinieri del Noe di Lecce poiché soggetto a una contaminazione da idrocarburi e sostanze potenzialmente nocive per la salute.

Nelle 185 pagine di relazione i consulenti avvalorano l’ipotesi che la causa della contaminazione del suolo sia da attribuire all’ex deposito di carburanti Apisem, già dismesso nel dicembre del 1997, di proprietà della “RG Semeraro”, sito in corrispondenza tra la via Vecchia Surbo e via Taranto, alla periferia nord del capoluogo salentino. Un’ipotesi che ha portato, a maggio scorso, all’iscrizione del patron del Lecce calcio, Giovanni Semeraro (assistito dall’avvocato Andrea Sambati), nel registro degli indagati in un fascicolo di cui è titolare il procuratore aggiunto Ennio Cillo.

Il cantiere è stato poi dissequestrato, fatta eccezione per una piccola parte, all’inizio di luglio. Si tratta di un complesso con un valore commerciale di circa sei milioni di euro, su cui stanno nascendo corpi di fabbrica destinati a biblioteche, aule, centro servizi e museo archeologico dell’Università, con fondi Cipe del 2004. Un piccolo gioiello architettonico che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello dell’Università del Salento.

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I consulenti ipotizzano, attraverso i riscontri delle analisi di 26 campionamenti eseguiti tra il cantiere dell’Università del Salento, l’ex deposito Apisem e la Torre di Belloluogo, che la contaminazione si stia propagando alle aree circostanti. Nella consulenza si evidenzia, inoltre, come le misure adottate dalla proprietà per la messa in sicurezza, “non sarebbero riuscite a rimuovere o isolare le fonti di contaminazione responsabili dell'inquinamento delle acque sotterranee”. Un piano di messa in sicurezza e caratterizzazione che la proprietà dell’ex deposito Apisem, però, aveva concordato con la Provincia e la Regione. Per la difesa, che nei prossimi giorni depositerà una consulenza di parte, appare inverosimile che ci possano essere conseguenze da un impianto dismesso dal 1997. Le parti offese, l'Università del Salento e alcuni residenti della zona, sono assistite gli avvocati Giuseppe Bonsegna e Angelo Galante.

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