Stabilimenti travolti dalle indagini. Scatta il sequestro anche per il “Goa”

I sigilli sono stati apposti questa mattina, dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina, alla struttura di Porto Cesareo, sulla litoranea per Torre Lapillo. Il provvedimento rientra nell'inchiesta sui presunti abusi edilizi che riguarda l'intera fascia ionica

I sigilli al lido (Foto di Antonio Quarta)

PORTO CESAREO – L’estate è alle porte. Ed è rovente. Soprattutto a Porto Cesareo, dove è finito sotto sequestro preventivo l’ennesimo stabilimento balneare. Il noto lido “Goa”, frequentato dai leccesi e da numerosissimi turisti, si trova in località Belvedere, sulla litoranea che congiunge il borgo ionico a Torre Lapillo.

I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Campi Salentina, assieme ai colleghi delle stazioni di Leverano e Porto Cesareo, intorno alle nove, hanno infatti apposto i sigilli alla struttura, eseguendo un provvedimento cautelare disposto dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Antonio Negro, a causa di alcune presunte difformità e violazioni dei vincoli paesaggistici.

I sigilli di oggi, apposti alle varie strutture che compongono lo stabilimento, compresi i pali della luce e dell'impianto di videosorveglianza,  hanno alimentato la lista di opere travolte da uno dei filoni d’inchiesta, quello sui presunti abusi edilizi, che tanto ha fatto discutere a partire dall’anno. Sin dal  primo sopralluogo, infatti, i militari hanno riscontrato la presenza di anomalie rispetto ai rigidi vincoli alla normativa che tutela i beni paesaggistici. Proprio dalla presenza di quei tralicci usati per l'illuminazione, impiantati direttamente nelle dune, sono scattati maggiori approfondimenti da parte degli investigatori, i quali hanno confermato la serie di divieti infranti dai gestori, immediatamente segnalati.Primo fra tutti, l'obbligo di costruire a una distanza superiore ai tre metri dal piede della duna.

Ulteriori approfondimenti sono anche in corso circa il punto sul quale sono stati edificati i chioschi che compongono lo stabilimento, come quello adibito a bar, o come i magazzini e i bagni per i clienti. Anche in questo caso, i carabinieri verificheranno se siano state rispettate le distanze imposte dalla legge, indispensabili per ottenere autorizzazioni ai fini dei vincoli paesaggistici. Il lido "Goa"  balzò agli onori della cronaca nel 2012 quando, nel pomeriggio del primo luglio, alcuni bagnanti rinvennero sulla spiaggia una vecchia bombola di gpl, adagiata sul fondo del mare e portata a riva dalle onde. In quell’occasione fu necessario l’intervento degli artificieri dell’Arma, per metter in sicurezza il tratto di costa.

La stessa porzione di litorale in cui, un mese e mezzo addietro, i militari, coordinati dal capitano Nicola Fasciano, inibirono l’utilizzo dell’altra struttura “Bahia del Sol”, Poi dissequestrata per metà, dopo alcuni giorni. Altro episodio, il 23 febbraio, nel quale i sigilli furono invece apposti al villaggio “Riva degli Angeli”, sulla litoranea nord, in direzione di Taranto, di proprietà del consigliere comunale con delega al Turismo, Giuseppe Durante, indagato assieme ad altri esponenti della sua stessa giunta per un altro filone di indagini che riguarda presunti voti di scambio nell’ultima tornata elettorale, quella del 2011.

L’attività di indagine, intanto, proseguirà anche nei confronti di altri stabilimenti che saranno sottoposti ad alcune ispezioni nel corso dei prossimi giorni. Quando i militari avranno acquisito tutta la documentazione relativa alle autorizzazioni delle attività, e relativa alla verifica del pieno rispetto delle normative vigenti a tutela dei beni demaniali e paesaggistici. 

“Il sequestro che ha riguardato il Goa non è preventivo ma solo probatorio, funzionale all'acquisizione di ulteriori documenti ed elementi di prova evidentemente mancanti alla Procura”, dice intanto una nota l’avvocato Alessandro De Matteis, difensore del proprietario dello stabilimento. “Siamo certi che avremo la possibilità nelle prossime ore di chiarire ogni punto e di fornire tutta la documentazione necessaria alla magistratura. La struttura non presenta alcuna irregolarità ed è in possesso di ogni autorizzazione e permesso richiesti dalla legge. Confidiamo perciò di rientrare nella disponibilità del bene in tempi brevi”.

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