Serra di marijuana nascosta in un terreno, imprenditore edile patteggia

Due anni, pena sospesa, per un 40enne di Monteroni arrestato a luglio per aver creato una vera piantagione di sostanza stupefacente

LECCE - Ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione Emanuele Monaco, l'imprenditore edile di Monteroni, 40enne, arrestato lo scorso 18 luglio dopo il blitz dei carabinieri, che avevano trovato in un terreno adiacente alla sua abitazione una piantagione di marijuana, con quasi 500 piante alte fino a quasi due metri, nascosta in un terreno adiacente all'abitazione. Il gip ha concesso a Monaco, assistito dagli avvocati Massimo Bellini e Stefano Pati, i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna. Il 40enne, che si trovava ai domiciliari, è tornato in libertà.

La piantagione, di circa 250 metri quadri, era occultata con grande abilità. L'area era rivestita da una impenetrabile rete verde per occultarne la vista anche dall’alto. Inoltre l’area non accessibile per via della recinzione e la presenza di una fitta vegetazione ornamentale, che ben scongiurava gli sguardi indiscreti di chi occasionalmente si fosse avvicinato al luogo e che avrebbe potuto pertanto avere la cognizione dell’insospettabile coltivazione. Nella serra erano stipate circa 490 piante tra i 70 e 170 centimetri, e120 germogli di marijuana. Nel corso della perquisizione all’interno dell’abitazione, erano stati rinvenuti centinaia di semi di marijuana e tappi idonei all’avviamento di nuove piantine.

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