Scatta la retata durante il furto, catturati in sette. Altri due denunciati

I carabinieri della compagnia di Maglie hanno bloccato alle prime ore del giorno una banda dedita ai furti nei campi fotovoltaici. L'appostamento nelle campagne di Nardò. Sono sospettati di altri colpi anche nelle province limitrofe

NARDO’ – La zona è quella di Nardò, ma la rete l’hanno gettata i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Maglie. E la pesca è stata abbondante. Sette arresti, più due denunce: un minore e un soggetto che, almeno all’inizio, è riuscito a filarsela. Salvo essere comunque identificato e indagato. I nove rispondono di furto aggravato in concorso. Una banda specializzata nelle incursioni nei campi fotovoltaici, da sempre nel mirino di ladri, abili a smantellare in poco tempo decine pannelli e metri di cavi.

E’ chiaro che nelle campagne di Nardò i carabinieri di Maglie non ci sono arrivati per puro caso. Dietro, probabilmente, ci deve essere un’indagine che andava avanti da diverso tempo sul fenomeno e qualche indizio che ha suggerito ai militari della compagnia comandata dal capitano Giorgio Antonielli di fare un appostamento notturno in un’aera precisa.

Così, quando il sole ancora doveva sorgere, i più sono stati accerchiati da diverse pattuglie. In arresto sono finiti: Gianni Caraccio, 21enne di Galatone; Rocco Caraccio, 38enne di Seclì (già noto); Pasquale Storino, 43enne di Seclì; Roberto Caraccio, 44enne di Galatone (già noto); Alì Salmè, 41enne tunisino, residente a Galatone; Elyoubi Badr, 36enne marocchino, residente a Galatone; Mohamed Rovaly, 26enne marocchino, residente a Galatone. E’ stato invece denunciato a piede libero un 17enne di Seclì, così come E.H.Z., marocchino, 32enne, residente a Nardò, già noto alle forze dell’ordine.

Nel suo caso, quando i militari sono usciti allo scoperto, fermato in compagnia di alcuni complici a bordo di un’autovettura, è riuscito a sfuggire alla cattura correndo per le campagne, nascondendosi fra la vegetazione e approfittando della bruma che si stava formando. E’ stato inseguito, ma è riuscito a far perdere le tracce. Ma grazie ai successivi accertamenti, i carabinieri sono riusciti comunque a identificarlo e a segnalarlo all’autorità giudiziaria.

Quanto agli otto fermati subito, i sette poi arrestati e il minorenne, è stato loro contestato di essersi impossessati di 25 quintali e mezzo di cavi di rame di varie sezioni, rubati poco prima presso un impianto fotovoltaico. Durante il controllo, sono stati sequestrati svariati oggetti per lo scasso. La refurtiva è stata restituita alla proprietà del campo. Sotto sequestro anche un autocarro e un’autovettura usati per il furto. E le indagini non sono terminate. Gli investigatori sospettano apertamente la loro partecipazione a colpi analoghi non solo in provincia di Lecce, ma anche nelle due limitrofe, quelle di Brindisi e Taranto.

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