Si difende davanti al giudice: “Non sono uno spacciatore”. E si riprende la libertà

In casa del 32enne di Vernole erano stati trovati 60 grammi di marijuana, ma nessun bilancino o materiale per il confezionamento delle dosi, tali da confermare l’attività di spaccio. Ottiene i domiciliari un altro uomo arrestato per lo stesso reato

VERNOLE - “La droga era per uso personale”, si è difeso così, davanti al gip Michele Toriello, Alessandro Marcadante, il 32enne di Vernole ai domiciliari da due giorni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. E all’esito dell’interrogatorio che si è svolto in mattinata, alla presenza dell’avvocato difensore Paolo Golia, l’uomo si è ripreso la libertà.

Nella sua abitazione, i carabinieri avevano trovato circa 60 grammi di marijuana, ma nessun bilancino o strumenti per il confezionamento delle dosi. Il giudice ha ritenuto che anche nell’ipotesi in cui volessero ritenersi sussistenti gli indizi di colpevolezza, non sarebbero ravvisabili esigenze cautelari tali da giustificare l'adozione di una misura cautelare (anche in considerazione del fatto che Marcadante ha un solo precedente per guida in stato di ebbrezza commesso nel 2011).

Ha invece ottenuto i domiciliari dal gip Toriello, dopo aver confessato, Lucio Longo, 47enne di Vernole, arrestato anche lui due giorni fa per detenzione ai fini di spaccio.

In particolare, durante la perquisizione domiciliare, i militari della stazione locale, supportati dai colleghi della sezione radiomobile della compagnia di Lecce, avevano sequestrato 108 grammi di cocaina, 19 di hashish e 400 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita.

Longo è difeso dall’avvocato Pantaleo Cannoletta.

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