Università del Salento, è caos: sospeso il direttore generale

Provvedimento urgente del rettore dopo la pubblicazione di parte di una conversazione tra Emilio Miccolis e il sindacalista Manfredi De Pascalis. Alfredo Mantovano: "Necessità di chiarezza e trasparenza ai vertici dell'ateneo"

Il rettore, Domenico Laforgia e il direttore generale, Emilio Miccolis.

LECCE – Emilio Miccolis, direttore generale dell’Università del Salento è stato sospeso in via cautelativa dal rettore, Domenica Loforgia. La decisione arriva a poche ore dalla pubblicazione su La Gazzetta del Mezzogiorno di parte della registrazione del colloquio intercorso il 12 luglio tra lo stesso Miccolis e l’allora responsabile dell’ufficio reclutamento (e sindacalista) Manfredi De Pascalis. Da quell’ora e mezzo di faccia a faccia emergerebbero lusinghe e tentativi - da parte del direttore - di accomodare la conflittualità dell’esponente Cgil. Solo due giorni addietro i sindacati  lamentavano una sorta di persecuzione ai danni di alcun dirigenti sindacali.

“Non sapevo di questo incontro con il signor De Pascalis – scrive Laforgia -, che apprendo solo oggi dal giornale. Non posso che dissociarmi da ciò che ho letto in quanto non rientra nella mia visione dei rapporti istituzionali e personali. Il direttore è stato scelto per le sue ottime capacità di tecnico, ha completamente ristrutturato l’amministrazione dell’ateneo e ha dato prova di essere capace di dragare finanziamenti e risolvere problemi con il ministero. Tuttavia, non posso accettare che esista un’etica pubblica e un’etica privata. L’etica è soltanto una. La presenza del direttore generale, se la conversazione pubblicata fosse vera, risulterebbe incompatibile con la linea di rigore che abbiamo mantenuto finora. D’altra parte, è eticamente inqualificabile che un dirigente sindacale circoli in ateneo con il registratore in tasca.”

La decisione del massimo rappresentante dell’ateneo arriva al termine di settimane convulse: prima la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, proprio di Laforgia, per tentato abuso d’ufficio relativamente alle nomine sulle commissioni interne (il fascicolo è stato aperto su denuncia dell’ex delegato all’Internazionalizzazione, Luigi Melica), poi la notizia dell’interpellanza urgente presentata da Alfredo Mantovano del Pdl, e da altri 54 deputati, per sollecitare i ministri Profumo – Università – e Patroni Griffi – Funzione pubblica ad inviare gli ispettori per fare chiarezza sul tormentato concorso per tre amministrativi, nel quale è centrale il ruolo avuto da Miccolis che ha annullato gli atti dello stesso, in autotutela, dopo aver aperto i plichi e segnalato il presunto scorretto operato dei tre vincitori. Un comportamento, quello del direttore generale, sanzionato successivamente dal Tar e poi anche dal procuratore capo della Repubblica, Cataldo Motta. 

Dopo aver letto la conversazione tra Miccolis e De Pascalis, l'onorevole Alfredo Mantovano rilancia la necessità. al netto del lavoro della magistratura, di verificare la correttezza dei comportamenti: "Vorrei solo ricordare al rettore Laforgia, che ha qualificato l'iniziativa parlamentare mia di altri 54 deputati una montatura, tesa a far sì che l'Università del Salento venga meno al rigore e al riconoscimento del merito, sia nei concorsi che negli appalti che effettivamente mi interessano gli appalti, sia quelli attinenti a questo territorio, sia quelli che hanno un respiro nazionale. Nei governi di cui ho fatto parte credo di aver avuto un minuscolo ruolo nella redazione e nel varo delle norme di prevenzione da infiltrazioni e anomalie nelle gare relative a opere pubbliche, recentemente introdotte nel nostro ordinamento. Qualche anno fa, sempre da sottosegretario dell'Interno, organizzai, con l'apporto essenziale delle prefetture di Lecce e di Brindisi, una ricognizione sulle distorsioni degli appalti nelle due province, che fece emergere cartelli e manipolazioni, e sulla quale la magistratura leccese si basò per un importante processo, e per sentenze di condanna. Chi vivrà vedrà".

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