La droga da Marocco e Calabria, oltre trenta gli indagati. Otto in arresto

L'operazione all'alba della squadra mobile. I traffici di cocaina e hashish da vie differenti e rivolte al Salento. Il blitz fra Copertino, Sant'Isidoro e Leverano

LECCE – Quasi due anni di indagini, sequestri ingenti di droga e armi e una pericolosa associazione criminale italo-marocchina sgominata con gli arresti eseguiti all’alba di oggi. E’ l’esito dell’operazione della Squadra mobile di Lecce, ribattezzata “Tajine” (da un piatto tipico della tradizione marocchina che prende il nome dalla pentola con cui viene preparato). Nove le misure di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò, su richiesta del pubblico ministero Carmen Ruggero, venticinque gli indagati a piede libero. Le accuse a vario titolo sono di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti in concorso e detenzione illegale di armi. Gli arrestati sono stati condotti nelle case circondariali di Bari, Brindisi e Lecce.

In arresto sono finiti: Antonio Cosimo Drazza, 36enne di Copertino: Giovanni De Mitri, nativo di Lecce, 67enne; Abderrazak Hachouch, detto “Antonio”, originario di Ouled Arif (Marocco), 49enne; Giacomo Mastrapasqua, originario di Bisceglie, 43enne; Cosimo Albanese, vegliese 65enne; Francesco Vantaggiato, nativo di Nardò, 31enne; Salvatore Cagnazzo, leveranese, 44enne; Abdelkhalek Antra, alias “Hmida”, marocchino, 44enne. Al momento risulta irreperibile un altro destinatario dell’ordinanza, Aziz Hamdi, anch’egli marocchino, 39enne.

Le vie degli stupefacenti

Stando alle indagini gli arrestati e altri venticinque deferiti, si sarebbero resi responsabili di numerose importazioni e trasporti di sostanza stupefacente, fera cocaina e hashish, in zone quali Nardò, Copertino, Leverano e Taurisano, e della detenzione illegale di armi.

Gli arrestati sono stati condotti nelle case circondariali di Bari, Brindisi e Lecce. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 2 chili di cocaina, 20 di hashish, 2 di marijuana e varie armi e munizioni: una carabina, un revolver, una pistola semiautomatica, un silenziatore, un fucile calibro 12 a canne mozze, 200 proiettili di vario calibro, due detonatori.

L’hashish in particolare, grazie all’intermediazione fornita da Abderrazak Hachouch, giungeva, attraverso la penisola iberica, dal Marocco, mentre la cocaina arrivava nel basso Salento grazie ad alcuni contatti che Drazza intratteneva con calabresi.

Drazza: nome non nuovo alle cronache

Cosimo Drazza fu arrestato in Calabria nel gennaio del 2015. Fu fermato mentre, con un altro soggetto, trasportava 2 chili di cocaina. Droga che il 36enne aveva deciso di riportare dai fornitori poiché non soddisfatto della qualità della “merce”.

Drazza aveva chiesto che la partita di cocaina fosse sostituita con un’altra di migliore fattura. Non immaginava, però, che la polizia era da tempo sulle sue tracce, seguendo ogni suo movimento, tanto da coglierlo con il prezioso carico. Nelle campagne di Sant'Isidoro, dove risiede, durante un successivo sopralluogo, spuntò un intero arsenale.

Drazza è coinvolto in un’altra vicenda giudiziaria. Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo, avrebbe ricevuto un mitragliatore M12 da Angelo Buccarella, oggi 47enne, neretino, per sanare un debito di 2mila euro. Non un’arma qualunque, ma una di quelle rubate nella caserma dei forestali di San Cataldo, una vicenda che fece molto scalpore.    

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