Spaccio di eroina in una casa della 167 di Lecce, condannati a dieci anni due gemelli

Arriva la sentenza nel processo abbreviato che vedeva imputati i fratelli Santo, arrestati lo scorso ottobre, oltre che per la droga anche per la detenzione di un’arma

LECCE - Sono dieci, cinque a testa, gli anni inflitti a due gemelli leccesi Roberto e Luigi Santo, di 44 anni, arrestati il 6 ottobre scorso dagli agenti della squadra mobile per spaccio di droga e detenzione illegale di arma da sparo. E’ questa la pena contenuta nella sentenza emessa dal gup Edoardo D’Ambrosio nel processo discusso ieri col rito abbreviato, durante il quale il pubblico ministero d’udienza Roberta Licci aveva invocato per ciascuno degli imputati sette anni e mezzo.

Il giudice ha ritenuto di assolvere entrambi dalla detenzione di marijuana (con la formula “perché il fatto non sussiste”), in considerazione del fatto che le quantità trovate dai poliziotti giustificherebbero l’uso a scopi personali.

E’ stata inoltre disposta la restituzione della somma di 445 euro, sequestrata al momento dell’arresto, perché non considerata frutto dell’attività di spaccio. Denaro e marijuana finirono nelle mani dei poliziotti che bussarono alla porta dei fratelli, nella zona 167, a Lecce, dopo aver assistito in diretta ad uno scambio di merce e denaro fra uno di loro e un acquirente.

Durante la perquisizione, furono trovati anche 18 involucri con 14 grammi di eroina, , un bilancino di precisione e diversi ritagli di fogli in cellophane da usare per il confezionamento di altre dosi d’eroina.

Non finisce qui. Spuntò anche una rivoltella a tamburo della quale non erano leggibili né la marca, né alla matricola, a causa della ruggine (avrebbe stabilito in seguito la perizia disposta dal pm Massimiliano Carducci, il magistrato titolare delle indagini) e 11 proiettili calibro 7,65, nascosti in una busta riposta dietro a un concio di tufo.

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Non appena saranno depositate le motivazioni (entro 90 giorni), l’avvocato difensore Luciano Calò valuterà il ricorso in appello.

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