Agguato in casa: pestato a sangue e dopo colpi di pistola contro le pareti

Nelle campagne fra Leverano e Copertino ferito Paolo Panzanaro, 44enne. Sul posto i carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica e avviato le ricerche

L'abitazione dell'agguato.

COPERTINO – Una stangata secca in pieno volto, assestata probabilmente con il calcio di una pistola. Poi, gli spari veri e propri. Tre, calibro 7.65. Tutti ad altezza d’uomo. Hanno colpito una delle pareti esterne di casa di Paolo Panzanaro, 44enne originario di Veglie (ma di fatto leveranese). Senza però colpirlo. Tutto, sotto gli occhi attoniti del figlio di 19 anni, Michael Antonio. Un agguato in piena regola, a metà mattinata, avvenuto in una zona di campagna isolata, lontana da occhi e orecchie indiscrete. L’abitazione rurale sorge nei pressi di un caseificio, quasi al trivio che raccorda Leverano a Copertino e Monteroni di Lecce.

L'agguato a metà mattina

Erano le 11 circa quando in quattro, senza nemmeno preoccuparsi di coprire i volti, si sono introdotti a passo sicuro nella proprietà di Panzanaro, superando un’area brulla in cui ancora evidenti sono i segni di una recente combustione di erba secca. Forse cercavano qualcosa, forse dovevano recapitare un “messaggio” per conto di qualcuno. Hanno trovato l’uomo sotto la tettoia di casa. Colto di sorpresa, non è riuscito a difendersi. Accerchiato, è stato pestato. Ha riportato in particolare una ferita lacerocontusa al naso. E prima di fuggire, gli aggressori hanno anche lasciato un’ulteriore “firma”. Quei tre fori di proiettile sulla parete. Forse volevano colpirlo, ma non ci sono riusciti. Uno dei tanti aspetti ora al vaglio degli investigatori. Si potrebbe procedere per tentato omicidio.

Indagano i carabinieri

Panzanaro è stato soccorso dagli operatori del 118. In ospedale gli sono stati applicati dei punti di sutura al naso per la sanguinosa lesione. Mentre sul posto sono arrivati in breve anche i carabinieri della Compagnia di Gallipoli e della Tenenza di Copertino, con i rispettivi comandanti, il capitano Francesco Battaglia e il luogotenente Salvatore Giannuzzi. E’ iniziata così una caccia all’uomo durata tutto il pomeriggio. Che le prossime ore possano riservare sorprese?

Nel 2015 arrestato con cocaina in Calabria

Il nome di Paolo Panzanaro emerse all’improvviso nelle cronache alla fine di gennaio del 2015. Fu fermato dalla Squadra mobile. Era in un’auto, viaggiava insieme a Cosimo Antonio Drazza, 37enne copertinese. Dal Salento i due si stavano spostando in Calabria. A bordo di una Toyota Yaris, trasportavano 2 chilogrammi di cocaina. Vi fu un breve inseguimento in provincia di Cosenza. Una volta bloccati, furono svolti ulteriori accertamenti nel Salento. Nella tenuta di Drazza emersero altra droga e un vero e proprio arsenale.

Ma le vecchie storie forse non c'entrano 

Quella di Drazza è senz’altro una figura di spessore maggiore, considerando anche la recente condanna nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Tajine” (nove anni). Mentre Panzanaro, almeno nell'occasione, era sembrato più un comprimario, un corriere occasionale. Da allora pare che abbia tagliato i ponti con certe storie. La stessa vicenda di oggi, sarebbe da inquadrare in contesti diversi. Forse, dissidi di natura privata. Anche il figlio di Panzanaro, Michael Antonio, 19enne, che ha assistito al pestaggio e ai colpi d’arma da fuoco, ha un precedente piuttosto recente. Ma si tratta semplicemente di uno scippo, perpetrato nell’aprile dell’anno scorso a Leverano e per il quale era stato colto in flagranza con un amico. In ogni caso, nella circostanza non è stato toccato. 

E' il secondo agguato in poche ore

Al di là che vi possa essere un collegamento o meno fra i casi (ma così non sembra), si tratta del secondo agguato di fila in poche ore. Risale a ieri pomeriggio, infatti, il ferimento a una gamba a colpi di pistola di Giovanni Manca, un 28enne di Squinzano, di recente uscito dal carcere per questioni legate allo spaccio. Un’escalation di episodi cruenti, quella delle ultime ore, che sta turbando non poco il Salento. E che si somma a un'altra emergenza, quella dovuta alle rapine, ormai sempre più frequenti, specie nell'hinterland di Lecce. Proprio all'alba di oggi, e sempre a Copertino, quella ai danni di una caffetteria e tabaccheria.

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