Spari contro un'auto, ferito un 28enne: nuovo agguato dentro Casarano

E' successo questa sera in via Manzoni. Sul posto 118 e carabinieri. Il ferito portato presso l'ospedale locale, il "Ferrari". Non rischierebbe la vita

CASARANO – Una raffica impetuosa e che voleva essere anche impietosa. Senza riuscirvi. Colpito, di striscio, al collo e alla zona  lombosacrale da diversi proiettili, esplosi probabilmente usando un fucile d’assalto Kalashninov, Antonio Amin Afendi, 28enne di Casarano, non è comunque morto. Sebbene sotto il tiro di armi automatiche, respirava ancora, all’arrivo degli operatori del 118.

La pioggia di proiettili l’ha investito, in via Alessandro Manzoni, senza ucciderlo. E non ci sono dubbi che l’obiettivo fosse proprio la sua morte. Non davanti a un simile agguato, con proiettili impazziti. E che non hanno crivellato solo l’autovettura dentro la quale si trovava, una Golf Volkswagen, ma hanno scalfito anche il portone di casa di alcuni ignari e incolpevoli malcapitati. Casarano è ripiombata, questa sera, nell’antico incubo mai riassorbito. Sono passati tre anni, ma sembra avvenuto solo ieri l’assalto ad Augustino Potenza, ritenuto dagli inquirenti ai vertici della criminalità locale. Ucciso nel parcheggio di un centro commerciale.

Ora, ecco quest’altro episodio. Grave, perché simili imboscate sono preorganizzate, perché l’uso di un certo tipo di armi, lascia presagire ferite ancora aperte, macabre sentenze ancora da emettere da distorti tribunali che si fanno giustizia da sé. Resta agli inquirenti cercare il movente preciso, rispetto a questa sentenza di morte che, solo per puro caso, non è andata come gli esecutori si aspettavano.  

Afendi, soccorso dagli operatori del 118, è stato trasportato in codice rosso presso l’ospedale locale, il  “Francesco Ferrari”. Le sue condizioni, in un secondo momento, sono poi state considerate meno gravi di quelle apparenti, tanto da non essere stato giudicato in pericolo di vita. L’area, intanto, è stata cinturata dai carabinieri del Nucleo investigativo e del Reparto operativo di Lecce, oltre che della Compagnia locale. Sul posto, in tarda serata, anche la scientifica per i rilievi.  

I precedenti recenti

Non sono molto lontani nel tempo i precedenti di sangue, nella zona. Il 30 maggio del 2017, con la nota operazione “Diarchia”, il Nucleo investigativo di Lecce dei carabinieri, eseguì diversi arresti, emessi dalla Dda, verso vari soggetti accusati a vario titolo di associazione mafiosa, tentato omicidio aggravato, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, ricettazione, furto aggravato.

L’indagine, condotta fra l'ottobre del 2016 e il maggio del 2017, documentò il processo di riorganizzazione del sodalizio diretto da Tommaso Montedoro in zona. Il 26 ottobre del 2016, si verificò l’omicidio di Augustino Potenza, ritenuto uno dei boss della Scu. Appena un mese dopo, il 28 novembre, il tentato omicidio di Luigi Spennato. Entrambi i casi sarebbero maturati nell’ambito di una frattura interna al gruppo criminale per il predominio sul territorio e il controllo dei traffici illeciti.

Video | I sopralluoghi dei carabinieri

Antonio Afendi è noto alle cronache perché fra i personaggi inclusi nell’operazione “Papira”, con una serie di arresti per diversi reati predatori. Resta da comprendere il motivo di quest’accanimento. Al momento, investigatori abbottonati.

L'auto bruciata

Circa un'ora dopo, un'auto è stata trovata bruciata sulla strada statale 16, all'altezza del centro commerciale di Cavallino. Sul posto, vigili del fuoco e carabinieri. Qualcosa a che vedere con l'episodio? Una delle ipotesi, che possa trattarsi proprio di quella usata per l'agguato. Situazione tutta da verificare fino in fondo, nel momento in cui scriviamo. Un'auto, infatti, è stata usata proprio per l'agguato. Si è affiancata a quella di Afendi e da qui sono partiti i colpi d'arma da fuoco. Fatto, quest'ultimo, accertato dai carabinieri. 

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