Abbatte due vecchi edifici nel terreno e ricostruisce abusivamente espandendo

La polizia provinciale ha sequestrato due manufatti all'interno di un'area agricola e a vincolo idrogeologico di località “Serre di Cristo”, nei pressi di Specchia. Denunciato un 68enne del posto, ma residente a Zurigo. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire tutto l'excursus nel tempo

Aerofotogrammetria particella 305, Foglio 18 – Loc. “Serre di Cristo”.

SPECCHIA – Abbatte due vecchi immobili e li ricostruisce, ampliandoli notevolmente in volumetria. Tutto questo, va subito detto, senza alcun tipo autorizzazione, come verificato dagli agenti della sezione di Tricase della polizia provinciale di Lecce.

L’ennesimo episodio di abusivismo edilizio arriva questa volta dalle campagne a ridosso del ridente borgo di Specchia. Nei guai è finito G.M., 68enne originario del posto ma residente a Zurigo, in Svizzera, sebbene conservi ancora un domicilio del paese natio. L’uomo, dunque, è proprietario di un terreno di località “Serre di Cristo”, area in zona agricola e con vincolo idrogeologico. Ed è stato indagato a piede libero per abusivismo edilizio.

Sotto sequestro la polizia provinciale ha posto nei giorni scorsi un’area di circa 200 metri quadrati, nella quale vi sono due manufatti: un fabbricato principale, realizzato di recente, esteso su poco meno 100 metri quadri e con un volume pari a poco più di 291 metri cubi, e un secondo edificio, posto probabilmente a servizio del primo, di 32 metri quadri e con un volume di 86 metri cubi circa.

Misurazioni plano-volumetriche e visure catastali sono state prodotte dal responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di Specchia nel corso di un sopralluogo che risale alla metà di settembre La relazione tecnica ha poi indotto la polizia provinciale ad effettuare i sequestri. L’aspetto che non molti conoscono di questo tipo d’indagini e che con gli strumenti moderni è possibile ricostruire im breve uno storico tramite fotogrammi aerei, tramite software come Google Maps. In questo caso, ad esempio, i fotogrammi, mostrerebbero l’alterazione dei luoghi dall’agosto del 2010 a oggi.

Tutto è nato dopo una segnalazione dell’associazione “Specchia legale”. Gli agenti hanno svolto sopralluogo in località “Serre di Cristo”, riscontrando in un’area di campagna l'esistenza dei due nuovi manufatti. L’intera area era peraltro recintata in parte con un muretto a secco e in parte con muro di conci di tufo. Sopra era stata sistemata una rete metallica ricoperta, lungo gran parte del perimetro, da un telo di colore verde scuro. Presumibilmente, proprio per celare le costruzioni.

Gli agenti hanno verificato che il fabbricato principale era stato realizzato con murature perimetrali in conci in tufo estratti delle cave locali. C’era poi una copertura, con un solaio di tipo latero-cementizio, costituito da travetti e pignatte. Sopra, un lastricato solare realizzato con cianche in pietra di Cursi. Il secondo fabbricato era stato sviluppato con murature perimetrali in conci di tufo, sempre dalle cave locali, di nuova estrazione e con copertura in lamiera, vale a dire pannelli coibentati.

Verifiche con Google Heart e tramite il Sit Puglia hanno poi permesso di scoprire che sull’area in precedenza esistevano un vecchio corpo di fabbrica e un piccolo locale di pertinenza. Manufatti quasi certamente demoliti, perché fossero riedificate le nuove costruzioni. Il tutto senza titoli abilitativi e non esistendo alcuna pratica edilizia, né ordinaria, né in sanatoria, tantomeno di condono.

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Per impedire la prosecuzione dei lavori, la polizia locale ha quindi proceduto d’iniziativa al sequestro dei beni. Prima di dare esecuzione, si è anche cercato di rintracciare il proprietario del terreno, nell’immediatezza però irreperibile, proprio perché residente in Svizzera. Ragion per cui le comunicazioni sono state inoltrate tramite il Consolato italiano. Del caso è stato avvisato il pm di turno, Emilio Arnesano. I reperti sono stati affidati in via giudiziale al Comune di Specchia. 

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