Sparò al cane in un occhio nella piazza del paese, condanna a un anno e mezzo

Ha patteggiato un 45enne di Specchia. L'episodio avvenne lo scorso anno nel pieno centro di Specchia. Aveva visto il cucciolo orbitare intorno al suo orto. Aveva sentito alcune delle sue bestie lamentarsi, e si era convinto che il cane volesse attaccarle, forse dopo averne già ammazzate alcune

Nella, il cane ferito.

LECCE – E’ una storia di violenza e barbarie quella che ha visto come sfortunata protagonista Nella, un cucciolo di cane di soli cinque mesi. Nella, infatti, fu trovata agonizzante una mattina di febbraio del 2012, in una pozza di sangue, in piazza Aldo Moro, nel pieno centro di Specchia. Qualcuno le aveva sparato in faccia, e un pallino di piombo si era conficcato in un occhio. La rosa dei pallini però l’aveva raggiunta in più punti, provocandole diverse ferite. L’animale ferito fu affidato alle amorevoli cure di Ilaria Chiriatti, una guardia ecozoofila, che la condusse d’urgenza da un veterinario. Un intervento tempestivo che riuscì a scongiurare danni permanenti al cane.

Una vicenda tanto grave quanto sconcertante, che non è sfuggita all’attenzione dei carabinieri. Giunti sul posto, i militari della stazione di Specchia, coordinati dall'allota comandante della compagnia locale, Andrea Bettini, avviarono subito le indagini. Basto poco ai carabinieri per indirizzare i propri sospetti su alcune persone del luogo.

In particolare i sospetti si concentrarono verso un’abitazione dotata di un giardino in cu erano ospitati alcuni animali da cortile, tra i quali conigli e galline, e corredato di un deposito che, al momento dei controlli, aveva lasciato intravedere alcune tracce di sangue. Un dettaglio, questo, che i carabinieri sommarono al rinvenimento di un frammento di recinzione danneggiato.

Interrogato dai militari dell’Arma, il proprietario della villa, Pietro Scupola, di 45 anni, confessò di aver agito dopo essersi innervosito alla vista del cucciolo che orbitava intorno al suo orto. Aveva sentito alcune bestie lamentarsi, e si era convinto che il cane volesse attaccarle, forse dopo averne già ammazzate alcune. Già in passato, a suo dire, si erano verificati episodi simili. Quindi imbracciò il fucile e, dal recinto della propria abitazione, incurante del pericolo, esplose un colpo, centrando in pieno la piccola. L'arma dell'uomo, appartenuta al padre e mai dichiarata, fu sequestrata dai carabinieri.

Scupola fu quindi denunciato per possesso e porto illegale di armi ed esplosione incauta di colpi d'arma e maltrattamento di animali. Oggi, a distanza di alcuni mesi da quel terribile episodio, il 45enne (che si è detto pentito delle sue azioni, tanto da aver saldato la parcella del veterinario) ha patteggiato una condanna a 1 anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) e una multa di 900 euro. La sentenza è stata emessa dal gup Alcide Maritati, ceh ha ammesso la costituzione di parte civile dell’Anpana (l’Associazione nazionale protezione animali natura ambiente).

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