Maltrattamenti e lesioni: condannato 29enne, era l'incubo della sua ex

Due anni la pena. Nella sentenza di primo grado sono però caduti i reati di sequestro di persona e la violazione domicilio

LECCE - Due anni per lesioni e maltrattamenti in abbreviato. Assolto, invece, dai reati di sequestro di persona e violazione domicilio. E’ il verdetto emesso dal gup Cinzia Vergine a carico di Emanuele Tafuro, 29enne domiciliato a Squinzano (l’uomo è difeso dall’avvocato Antonio Degli Atti), per una vicenda consumatasi nel 2018.

Al centro delle “attenzioni” dell’uomo, la sua ex convivente. Una vera ossessione, fino a provocarle uno stato di paura costante. Tutto nato nel momento in cui la donna gli ha comunicato l’intenzione di chiudere la relazione, chiedendogli quindi di lasciare l’abitazione. Una decisione scaturita proprio dai comportamenti del 29enne che, stando alla denuncia presentata, si da subito si sarebbe manifestato prepotente e pericoloso, fino a minacciarla con un coltello da macellaio e, in una seconda occasione, con un grosso martello. Stando sempre alle accuse, peraltro – ma su questo punto è caduto il sequestro di persona – le sarebbe stato impedito di uscire da casa per diverso tempo.

Non sarebbero mancati altri atti di violenza, come gomitate sul costato, fino a incrinare le costole della donna, e un episodio in cui per poco non si sarebbe persino verificato un incidente stradale. La donna sarebbe stata prelevata in auto, portata in un luogo isolato, dal quale avrebbe tentato di fuggire a piedi, per esser inseguita, presa per capelli e trascinata di nuovo nell’abitacolo, per riprendere la corsa, persino contromano. Sarebbe stata proprio la donna a evitare un frontale, con una sterzata brusca sul volante.

Una vicenda, quella del tentativo di coinvolgerla in un sinistro stradale, che si sarebbe verificata anche in una seconda occasione, in cui lei avrebbe evitato ancora una volta l’impatto, riuscendo a togliere le chiavi. E, ancora, tutto sarebbe stato condito nel tempo da minacce di morte a lei e alla sua famiglia e, sempre a quanto dichiarato in sede di denuncia, da varie introduzioni in casa, anche abbattendo persiana e vetro con un martello, arrivando poi a dare fuoco a un maglione.

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Un primo verdetto è arrivato, dunque, e non è tutto. Proprio di recente, infatti, Tafuro è stato arrestato per essere tornato di nuovo alla carica. All’inizio di marzo, avrebbe minacciato un’amica della sua ex. Usando una pistola (poi rivelatasi un giocattolo senza tappo rosso), l’avrebbe obbligata a salire in auto, cercando di farsi dire dove fosse la sua ex compagna. Avvisati i carabinieri, Tafuro è stato poi rintracciato, finendo ancora una volta nei guai.

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