Rifiuti tossici, partono da Supersano le verifiche della task-force. Acquisiti atti

Carabinieri del Noe, finanzieri e forestali hanno svolto un primo sopralluogo nelle campagne dove potrebbero essere sepolti rifiuti speciali e acquisito varia documentazione nel Comune sulle attività di bonifica svolte nel tempo. Prossimamente si procederà anche con gli scavi nel terreno

Una delle tavole che evidenzia le differenze termiche.

SUPERSANO – Correva il mese di novembre del 2013 quando la Procura di Lecce annunciava la costituzione di una task-force interforze composta di esperti in materia ambientale provenienti dal Noe (reparto dei carabinieri), corpo forestale e guardia di finanza. Obiettivo: sondare tutto il territorio del Salento per verificare l’eventuale presenza di discariche abusive, in particolare di rifiuti tossici e speciali pericolosi interrati nel corso degli anni da organizzazioni criminali dedite a un traffico tanto lucroso quanto devastante per la salute pubblica.

Oggi è iniziata la vera e propria fase operativa, e, in maniera significativa si è partiti da Supersano, nelle aree in cui potrebbero trovarsi ancora residui di vecchie attività illecite.

Tutto è nato, come noto ormai ai più, sull’onda emotiva e sul forte impatto dell’opinione pubblica, nel momento in cui la Camera ha desecretato alcuni atti. Carmine Schiavone, pentito del clan dei Casalesi, nelle sue deposizioni rilasciate nel lontano 1997 davanti alla commissione sul ciclo dei rifiuti e note solo sul finire dello scorso anno, ha parlato anche del Salento, come possibile meta di camion straripanti di rifiuti tossici del nord Europa.

L’ha fatto, però, in maniera per nulla circostanziata, senza soffermarsi su specifiche aree geografiche e semplicemente per sentito dire. Tanto che più volte il procuratore Cataldo Motta e l’aggiunto Ennio Cillo hanno definito queste dichiarazioni inattendibili.

Più clamore, però, negli stessi giorni in cui l’Italia intera leggeva con stupore le informazioni di Schiavone (in particolare sulla sua terra, la Campania), hanno suscitato a Lecce e provincia altre parole, proferite di recente da Silvano Galati, un tempo vicino alla Scu (clan Cucurachi), anch’egli dissociatosi dai sodalizi criminali nel 2005, dopo il suo arresto. Già a suo tempo Galati, che oggi ha 59 anni, disse che rifiuti pericolosi sarebbero stati sepolti nelle campagne del sud Salento.

Le immagini realizzate con tecnologia Multispectral infrared and visible imaging nell’agosto del 2004 da un elicottero dei carabinieri del Noe ed elaborate dal Centro nazionale per le ricerche, misero all’epoca in evidenza una temperatura più alta in alcuni terreni rispetto alla media delle aree circostanti. Di recente i parlamentari salentini del Movimento 5 stelle hanno anche affidato alla stampa, affinché fossero divulgate, le cartografie di quelle mappe.   

Va detto che già prima che quelle mappe fossero pubblicate, il procuratore generale di Lecce, Giuseppe Vignola, aveva spiegato che nel caso specifico delle dichiarazioni di Galati, era da chiarire come si riferissero a un processo “definito con la condanna dei due imputati per la gestione e lo scarico illecito di rifiuti pericolosi, irrevocabile per uno dei due e con dichiarazione in appello di prescrizione per l’altro”. Ricordando anche che tra gli altri numerosi processi celebrati vi era stato anche quello relativo allo “smaltimento di rifiuti pericolosi  (bidoni di Pcb), sotterrati in zone meridionale del Salento, alla cui integrale bonifica si è poi provveduto”. 

Resta da comprendere come le bonifiche siano state effettuate. Ed ecco perché, nella zona “incriminata” fra le campagne intorno a Supersano, lungo la direttrice per Cutrofiano, divenute il simbolo della richiesta di verità da parte della popolazione salentina e quindi della nuova crociata della Procura leccese, il gruppo interforze ha svolto un primo sopralluogo, in attesa di approfondire con scavi e sondaggi veri e propri. Un’attività per cui si stabilirà a breve una data e un modus operandi, atteso che è particolarmente vasta.

Ma non solo. Sempre oggi, carabinieri, forestali e finanzieri hanno svolto anche un controllo all’interno del municipio di Supersano. Gli investigatori hanno acquisito documentazione riguardante le attività di bonifiche svolte per opera del Comune nel tempo. L’acquisizione dei documenti rappresenta un aspetto importante di quest’indagine, per comprendere l’entità del fenomeno e se il risanamento sia stato efficace. 

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