Taranto, assalto al portavalori Sveviapol di Lecce: l'autista sfugge all'agguato

Esattamente come avvenuto a gennaio sulla Lecce-Maglie, anche questa volta le guardie giurate sono riuscite a seminare gli assalitori, che hanno bruciato un veicolo e tamponato il blindato, sparando raffiche di mitra. Le indagini affidate ai carabinieri. I vigilanti sono del leccese e del brindisino

Il punto dov'è avvenuto l'assalto (foto di Antonio Quarta).

TARANTO – Tutto identico, o quasi: modalità d’assalto, spari con mitragliette, fuga saltando il blocco. L’unica differenza, è che questa volta l’autista non ha fatto retromarcia, ma è scampato all’agguato tirando dritto, come un fulmine. Ad ogni modo, ancora una volta, come avvenuto il 2 gennaio scorso, sulla Lecce-Maglie, le guardie giurate della Sveviapol Sud, istituto di vigilanza che ha sede nel capoluogo salentino, sono riuscite ad evitare che il carico di contanti destinato agli uffici postali (per una cifra al momento non resa nota) fosse sottratto da una banda agguerrita, ben armata e pronta a far fuoco senza pietà.

Teatro di una scena che sembra estrapolata da un film d’azione, questa volta, è stato, all'alba, il tratto di strada provinciale fra Grottaglie e San Giorgio Jonico, una zona stretta, di campagna, e punto di raccordo. Il blindato, infatti, era diretto a Taranto. E’ qui che i banditi, agendo con tecniche paramilitari, hanno appiccato il fuoco a un veicolo alcuni chilometri prima del passaggio del furgone, per creare un blocco e una cortina di fumo; poi, con un altro potente mezzo, hanno quasi affiancato il blindato, tamponandolo ed esplodendo anche alcune raffiche, forse con un kalashnikov, sporgendosi dai finestrini.

Altra differenza rispetto alla recente vicenda di Lecce, il fatto che oggi siano state impiegate solo due auto. Ben tre furono usate nell’episodio di gennaio per il solo assalto, due date alle fiamme e una per attaccare e fuggire; auto che diventarono quattro quando si scoprì che anche quella impiegata per accostare il blindato fu bruciata in un casolare nei pressi di San Donato, per impiegarne un’altra ancora, “pulita”, e scappare senza lasciare tracce.

IMG-20130502-WA000-2Oggi come allora, l'autista ha però mantenuto i nervi ben saldi ed è stato in grado di allontanarsi dal luogo, avvisando i carabinieri. I rapinatori, che avevano già oltremodo sfidato la sorte, a quel punto hanno desistito e si sono dileguati, piuttosto che ingaggiare in conflitto a fuoco con le forze dell’ordine. Nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito. I vigilanti erano tre, due leccesi e un brindisino. Il commando era composto da almeno sei o sette persone. Il blidanto è rimasto in parte danneggiato dai fori di proiettile. Ancora una volta, la grande freddezza delle guardie giurate ha fatto la differenze in una drammatica vicenda che avrebbe potuto trasformarsi in un bagno di sangue.

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