Il giallo del piccolo Mauro: ascoltati per ore i genitori in una località segreta

Il 69enne arrestato nei giorni scorsi e accusato di pedofilia è indagato anche per la scomparsa di Mauro Romano avvenuta quasi 43 anni fa. Da diverse ore ascoltati dal pm che ha riaperto l’inchiesta i genitori come persone informate sui fatti

La svolta  nel giallo della scomparsa del piccolo Mauro Romano, rapito quando aveva soli sei anni nei pressi della casa dei nonni in quel di Racale, potrebbe arrivare già nelle prossime ore al termine dell’acquisizione delle deposizioni dei genitori Bianca Colaianni e Natale Romano, convocati in Procura dal sostituto procuratore Stefania Mininni, come persone informate dei fatti e che tramite il proprio legale, l’avvocato Antonio La Scala, avevano da tempo richiesto la riapertura dell’inchiesta e di essere, per l’appunto, ascoltati dal magistrato. I coniugi Romano sono arrivati in procura, a Lecce, poco dopo le due di questo pomeriggio accompagnati dal proprio avvocato e dalla figlia. Poco dopo, essendo stati semplicemente convocati come persone informate sui fatti, come da ordinamento, la presenza del legale non è stata ritenuta opportuna, e vista la delicatezza della vicenda l’ascolto di Bianca Colaianni e Natale Romano è proseguito lontano dalla sede della procura, in una località segreta.    

Il tutto per fornire anche “elementi e fatti nuovi” di loro conoscenza che potrebbero a questo punto aprire nuovi fronti e scenari e anche a seguito dell’arresto due giorni addietro del 69enne di Taviano, Antonio Scala, finito in carcere per una serie di presunti casi di pedofilia commessi, secondo l’accusa, su alcuni ragazzini del paese di età tra gli 11 e i 14 anni, e che ora risulta indagato, nell’inchiesta che viaggia parallela, anche per la scomparsa avvenuta il 21 giugno del 1977 del piccolo Mauro Romano.                      

Per quest’ultimo caso il 69enne, assistito dal legale Carlo Portaccio, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio volontario e occultamento di cadavere aggravati dalla minore età della vittima. Un atto dovuto da parte della Procura per dare nuovo sostrato alla riapertura dell’inchiesta che, in questi lunghi anni di attesa da parte della famiglia di Racale per conoscere la verità sul destino del figlio, ha visto naufragare altri due filoni d’inchiesta nei quali figuravano indagate altre persone. Inchieste nelle quali l’ipotesi più accreditata e seguita per la scomparsa del bimbo fu quella del rapimento a scopo di estorsione anche se la famiglia non era certo benestante. Oggi anche a seguito dell’arresto, con l’accusa di violenza sessuale e pedopornografia, di Antonio Scala, si riaccende il faro della pedofilia anche per far luce sulla vicenda e sul giallo della scomparsa di Mauro Romano.

Il pensionato è stato d’altro canto un punto fermo delle prime inchieste in quanto condannato, con sentenza definitiva nel 1984, a quattro anni e sei mesi per la tentata estorsione compiuta ai danni dei coniugi Romano ai quali aveva richiesto telefonicamente la consegna di 30 milioni delle vecchie lire per riavere vivo il proprio figlio. Venne poi scoperto dai carabinieri e processato. Altro anello di congiunzione tra il recente arresto e la vicenda della sparizione del piccolo Mauro è legata all’ultima telefonata estorsiva dell’epoca fatta da Antonio Scala nella quale intimava ai coniugi Romano di affrettarsi nel pagamento altrimenti il bambino sarebbe finito “in un pozzo”.

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Proprio nel dicembre scorso gli investigatori con l’ausilio del personale dei vigili del fuoco hanno scandagliato e compiuto ricerche specifiche proprio in un pozzo, in località Fichelle, a Taviano che si trova nello stesso terreno nel quale compare il casolare in cui il 69enne avrebbe, negli ultimi anni, condotto alcuni adolescenti per compiere i presunti abusi dei quali è accusato. Ufficialmente quelle ricerche erano state derubricate come attività legata al recupero di armi, ma non è escluso che fossero finalizzate a verificare la presenza o meno di ossa o resti umani in quella zona. Dalla svolta dell’inchiesta e dalle nuove rivelazioni dei genitori di Mauro Romano potrebbero ora emergere dettagli decisivi per la risoluzione del giallo. Il 69enne arrestato, intanto, nell’interrogatorio di garanzia in carcere dei giorni scorsi, dinnanzi al gip Giulia Proto, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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