Tenne in ostaggio quattro operatori del 118: tre anni di reclusione

Si chiude con una sentenza di patteggiamento la vicenda avvenuta lo scorso 10 gennaio. Tra gli episodi contestati a Salvatore Doria anche incendi di vetture e di un bar

Foto di archivio.

LECCE  - Sequestrò in casa per venti minuti la guardia medica e i tre operatori del 118 giunti in seguito alla sua richiesta di soccorso. Li chiuse a chiave nella stanza da letto e brandendo una motosega li minacciò affermando che non avrebbe risposto delle sue azioni. E’ questa una delle vicende, avvenuta il 10 gennaio scorso, per le quali oggi Salvatore Doria, 53 anni, di Calimera, ha patteggiato tre anni di reclusione. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Edoardo D’Ambrosio che ha riconosciuto all’imputato il vizio parziale di mente e ha così accolto la richiesta avanzata dal difensore (l’avvocato Massimo Gabrieli Tommasi).

Un mese dopo aver tenuto in ostaggio gli operatori del 118, Doria fu nuovamente denunciato per aver usato violenza contro le forze dell’ordine intervenute in via San Giovanni Bosco, a Calimera, per bloccarlo e disarmarlo dell’accetta che impugnava contro due automobilisti con i quali aveva avuto una discussione. In questa circostanza, dopo aver tentato di colpire un vigile urbano, Doria si cosparse di benzina minacciando di darsi fuoco e una volta salito sull’ambulanza aggredì con calci e pugni un carabiniere.

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Durante l’anno, il 10 marzo, incendiò il proprio Apecar e il 13 maggio una Hyundai ix35, parcheggiata per strada, danneggiando anche altre vetture. Tra gli altri episodi contestati a Doria, nell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Francesca Miglietta, c’è anche quello del 28 gennaio 2017, quando dopo aver cosparso di liquido infiammabile le sedie di plastica accatastate sotto la tettoia di un bar a Calimera, appiccò il fuoco. Per tutti questi episodi, era stato disposto il giudizio immediato nei riguardi dell’imputato, cui però ha fatto seguito la richiesta di patteggiamento a tre anni di reclusione.

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