Tensioni e disordini al cantiere Tap: ottiene i domiciliari l'attivista arrestato

Ha lasciato il carcere il 52enne fermato per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale, e getto pericoloso di cose

Gli attivisti dinanzi alla questura.

LECCE – Ha lasciato il carcere Saverio Pellegrino, il 52enne originario di Andrano, attivista del movimento contro il gasdotto della Tap, arrestato in flagranza di reato all’alba di mercoledì nell’ambito dei disordini nati dopo l’ennesima manifestazione di protesta contro la realizzazione del progetto. Il giudice ha convalidato l’arresto e concesso al 52enne i domiciliari nel corso del giudizio per direttissima (la sentenza è prevista nei prossimi giorni). Pellegrino, assistito dall’avvocato Carlo Sariconi, è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, getto pericoloso di cose, inottemperanza al foglio di via obbligatorio e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Nei suoi confronti è già stato emesso un foglio di via obbligatorio per tre anni da Lecce e da Melendugno, con scadenza fissata per il 2021.

Stando alle ricostruzioni svolte dalla polizia e che hanno portato all’arresto, tutto ha avuto inizio alle prime ore del giorno. Ad agire, sarebbe stata una quarantina di persone, attivisti contro il gasdotto. Anche questa volta il trasporto dei mezzi verso il cantiere di località San Basilio, è stato interrotto usando grossi pezzi di mattoni cementizi. Sono stati posizionati all’altezza dell’incrocio tra le via San Niceta e Einaudi.

E’ stato poi collocato al centro della strada provinciale 145 e dato alle fiamme un cassonetto dei rifiuti, sempre con l’obiettivo di ostacolare il passaggio dei mezzi al cantiere e della scorta fornita dalle forze dell’ordine. Ed è stato quando si è tentato di rimuovere gli ostacoli, che è partita una sassaiola: pietre di cemento, quattro delle quali hanno centrato e ferito altrettanti agenti del Reparto mobile di Reggio Calabria. Hanno riportato lesioni e contusioni, con prognosi di circa dieci giorni. Gli agenti hanno fermato Pellegrino, trovato in possesso di grosse pietre di cemento, nascoste nelle tasche esterne del giubbotto.

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