Tentata estorsione per un debito di droga, in due finiscono a giudizio

Si aprirà il 13 marzo, dinanzi ai giudici della prima sezione del Tribunale di Lecce, il processo a Torquato Epifani e Maurizio Blandini, 41enne, entrambi di Seclì, arrestati lo scorso 21 febbraio dai carabinieri di Gallipoli

Il tribunale di Lecce

LECCE – Si aprirà il prossimo 13 marzo, dinanzi ai giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce, il processo a carico di Torquato Epifani, di 32 anni, e Maurizio Blandini, 41enne, entrambi di Seclì arrestati lo scorso 21 febbraio su ordinanza emessa dal gip Alcide Maritati su richiesta dalla pubblico ministero Carmen Ruggiero. Nei confronti dei due imputati, al termine di lunghe e complesse indagini, sono stati ipotizzati i reati di tentata estorsione con l'uso delle armi e spaccio di stupefacenti (quest’ultima ipotesi solo a carico di Epifani, assistito dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna). Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Carlo Cazzella al termine dell’udienza preliminare.

Vittima della presunta tentata estorsione un operaio 46enne di Seclì che, dopo aver perso il lavoro, ha imboccato il tunnel della droga. In pochi mesi l’uomo ha dilapidato una fortuna, circa 40mila euro, per l’acquisto di cocaina. Una volta finiti i soldi, ha comunque continuato a comprare la preziosa polvere bianca, accumulando un debito di 5mila euro con il suo fornitore. Per il 46enne sarebbe iniziato un incubo fatto di minacce e terrore, terminato all’alba di alcuni mesi fa con l’operazione condotta dai carabinieri della compagnia Gallipoli, guidati dal capitano Stefano Tosi. In manette, a conclusione di un'indagine iniziata nell'estate 2011, sono finiti Epifani e Blandini.

A dare avvio alle indagini è stata la denuncia presentata da un 46enne, nell'agosto 2011, presso la stazione di carabinieri di Aradeo. Nella denuncia l'uomo aveva descritto la situazione di estrema paura con cui conviveva da alcuni mesi, culminata con l'incendio della sua autovettura, e rivelato i motivi di tale stato di tensione: le continue minacce che subiva perché non aveva saldato un debito contratto per l'acquisto di droga.  I carabinieri di Nardò ed Aradeo hanno quindi dato il via all’inchiesta, ascoltando testimoni e acquisendo numerosi elementi di riscontro a quanto dichiarato dalla vittima.

BLANDINI-2In particolare, hanno verificato che dal mese di ottobre 2009 al mese di maggio 2010, il 46enne aveva acquistato, in più occasioni, della cocaina da Epifani, fino a dilapidare la somma di circa 40mila euro, dei quali 30mila ricevuti a titolo di mutuo bancario per ristrutturare la propria abitazione. Terminate le risorse economiche, l'uomo avrebbe continuato a comprare la droga, indebitandosi per circa 5mila euro. Per ottenere il pagamento della cocaina, Epifani lo avrebbe minacciato ("Pagami o ti ammazzo", "Dammi i 5.000 euro o ti sistemo per le feste", "Voglio i soldi o finisci male") passando ad atti più concreti con l'aiuto di Blandini.

EPIFANI-2Dopo aver inviato, con un pretesto, il 46enne presso la sua officina per realizzazione di infissi, i due lo avrebbero aggredito. In particolare, Blandini lo avrebbe bloccato con la forza impedendogli di muoversi, ed Epifani lo avrebbe colpito in più parti del corpo con una sbarra di alluminio, puntandogli contro un fucile a canne mozze. Intanto Blandini, con un coltello a serramanico poggiato sulla gamba, gli avrebbe intimato il silenzio su quanto accaduto, minacciando che altrimenti gli avrebbero tagliato l'arteria della gamba e sparato.

La vittima ha poi riferito di aver incontrato Epifani, nei mesi successivi, sino al gennaio 2011, e di aver subito nuove minacce da parte sua ("Ti sei dimenticato dell'ultima volta? Se non mi paghi si ripeterà quello dell'altra volta!", "Quando me li dai sti cazzi di soldi… la chiudiamo sta storia?").  Alcuni mesi dopo, ad agosto, l'incendio all'autovettura. 

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