Tentato omicidio dopo la fine della relazione, sarà giudicato in abbreviato

Comparirà a dicembre dinanzi al gup il 71enne di Copertino arrestato per aver tentato di strangolare l'ex convivente

LECCE – Sarà giudicato con il rito abbreviato Vittorio Delle Rose, il 71enne rigattiere di Copertino arrestato a settembre scorso dai carabinieri della stazione di Veglie con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della ex convivente, una 41enne. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Antonio Negro ha chiesto il giudizio immediato al gip Antonia Martalò, che ha fissato al primo dicembre l’inizio del processo. Successivamente il legale del 71enne, l’avvocato Massimo Bellini, ha chiesto e ottenuto il giudizio abbreviato condizionato all’ascolto della persona offesa, fissato per il 4 dicembre dinanzi al gup Simona Panzera. Delle Rose è attualmente detenuto.

I fatti risalgono alla mattina del 7 settembre, la vittima dopo avergli confidato di volerlo lasciare, è stata trasportata sulla strada che collega Veglie alla frazione di Monteruga a bordo della motoape di Delle Rose, con il pretesto di raggiungere un loro conoscente per sbrigare alcune commissioni. La donna, però, sarebbe stata condotta in una zona di campagna isolata, poi l’uomo le avrebbe stretto al collo una corda per trascinarla verso un pozzo dove l’avrebbe poi gettata. E’ quanto emerso dalle indagini dai carabinieri di Veglie, diretti dal maresciallo Raffaele Lezzi, e della compagnia di Campi Salentina, comandata dal capitano Alan Trucchi.

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Secondo quanto emerso i due vivevano assieme da un paio di anni, ma la donna ha deciso di porre fine alla loro relazione. La prima reazione, a quanto pare, sarebbe stata pacata. Delle Rose non avrebbe lasciato trasparire alcun cenno di turbamento. Poi, però, l’improvviso cambiamento e la violenta aggressione. La 41enne è riuscita a divincolarsi e raggiungere a piedi la strada provinciale, dove alcuni automobilisti l’hanno trovata con il volto tumefatto per i colpi subiti durante la frenetica lotta. Delle Rose l’ha seguita, ma s’è trovato davanti ai carabinieri, perché nel frattempo i soccorritori avevano composto il 112 e la pattuglia della stazione dei carabinieri, distante da quel punto poche centinaia di metri, è arrivata sul posto in pochi minuti. Lei, trasportata al “Vito Fazzi”, è stata poi dimessa con una prognosi di quindici giorni. Lui, colto da un malore in caserma, portato prima al “San Giuseppe” di Copertino, poi in carcere, con l’accusa di tentato omicidio.

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