Rifiuta il trasferimento a Monza, l'ex pentito ingoia lamette

Marco Barba, il 39enne gallipolino accusato di 3 omicidi, ha utilizzato quattro rasoi e psicofarmaci, cercando di togliersi la vita in carcere. Trasportato al pronto soccorso, ha rifiutato i controlli. Oggi incontrerà l'avvocato

Il carcere Borgo San Nicola di Lecce

LECCE  - Ha tentato di togliersi la vita, ingoiando alcune lamette, persino davanti ad un ispettore. Quattro in tutto. Marco Barba, 39enne di origini gallipoline, detenuto nel carcere Borgo San Nicola di Lecce, intorno all'ora di pranzo di domenica, ha provato a suicidarsi, utilizzando i rasoi da barba e ingerendo psicofarmaci.

Il 39enne, ex collaboratore di giustizia, al quale è stato poi revocato il programma di protezione, è rinchiuso nell'istituto penitenziario dove sta scontando una pena cumulativa di 23 anni - perché accusato di associazione mafiosa, tre omicidi, traffico di stupefacenti ed estorsione - ma avrebbe appreso di un eventuale trasferimento nel carcere di Monza, dove aveva già trascorso un anno, in passato.  Una comunicazione che non proprio non riesce ad accettare.

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Dopo alcune ore trascorse presso il pronto soccorso, dove peraltro ha rifiutato le cure dei sanitari, Barba è stato riaccompagnato in cella. Nel corso della mattinata, il detenuto incontrerà il proprio avvocato, Paola Scialpi, la quale tenterà di esortare il 39enne a sottoporsi ad una gastroscopia, per scongiurare più gravi rischi.

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