Terminale Tap, il gip rigetta l'istanza: l'incidente probatorio si farà

Tre docenti universitari dovranno stabilire se nel sito di Melendugno sarà superato il limite di 50 tonnellate previsto dalla normativa Seveso

LECCE – Il gip del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, ha respinto l’istanza dei legali di Tap, gli avvocati Massimiliano Foschini e Fernando Musio, con cui si evidenziava il rispetto dei limiti imposti dalla legge per il progetto, su cui, secondo l’ipotesi difensiva, si è già espresso il Ministero dell’Interno e dell’Ambiente.

Il prossimo 24 aprile il giudice conferirà l’incarico a tre docenti universitari per la perizia che dovrà verificare se il progetto per il gasdotto Tap e quello Snam di interconnessione con la rete nazionale debbano essere valutati unitariamente ai fini dell’applicazione della direttiva Seveso sulla prevenzione del rischio di incidenti rilevanti.

In particolare sul quantitativo di gas nel terminale di ricezione in agro di Melendugno: il progetto Tap ne prevede poco meno di 50 tonnellate, limite previsto dalla legge Seveso III. Il gip ha accolto la richiesta di incidente probatorio sostenendo che le modifiche intervenute nel 2016 - sostanzialmente la previsione della stazione Snam nello stesso sito di quello di Tap - impongono di rinnovare le valutazioni già svolte e di verificare se quella soglia verrebbe effettivamente superata considerando unitariamente i due progetti.

La richiesta di incidente probatorio è stata avanzata dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori e dal procuratore Leonardo Leone De Castris che si occupano del fascicolo riaperto dopo l’esposto presentato da otto sindaci (Melendugno, Vernole, Calimera, Castri di Lecce, Lizzanello, Martano, Zollino e Corigliano d’Otranto) e dal presidente del Comitato No Tap.

Gli esperti individuati dal gip sono Fabrizio Bezzo, professore associato di Impianti Chimici del Dipartimento Ingegneria Industriale presso l'Università di Padova; Davide Manca, professore presso il dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milnao; Lionella Maria, docente di Tutela del paesaggio al Politecnico di Milano.

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