Il Tar sospende i provvedimenti comunali: lido "Le Canne" può riaprire

Si tratta di un decreto con efficacia temporanea: il 3 settembre la camera di consiglio. Sequestri e denunce a monte del caso dello stabilimento di Torre Lapillo

PORTO CESAREO – La battaglia degli ombrelloni e dei lettini, come ovvio che fosse, è finita nelle aule di giustizia. Ed è qui che il lido “Le Canne” di Torre Lapillo ha incassato un punto a suo vantaggio, dopo tre sequestri, altrettante denunce delle forze dell’ordine e due ordinanze del Comune di sospensione della concessione demaniale marittima e di chiusura coatta dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Un punto, si diceva, ma decisamente importante, perché da un lato riapre la partita, dall’altro – ed è l’aspetto allo stato attuale più concreto – consente al titolare di riprendere subito le attività bloccate. Almeno fino al 3 settembre, quando, in camera di consiglio, vi sarà la trattazione collegiale.

Sospesa l'efficacia dei provvedimenti

Con un decreto emanato nelle scorse ore, infatti, a firma del presidente Antonio Pasca, la terza sezione del Tar di Lecce ha sospeso l’efficacia dei due provvedimenti emessi dagli uffici comunali di Porto Cesareo (per l’esattezza, l’ordinanza  dirigenziale  72  del  responsabile  del settore VIII Suap e il provvedimento 17607 2019 adottato dal responsabile del settore VII Urbanistica e Sue, entrambi del  23 luglio e notificati il giorno successivo).

Il ricorso, presentato per conto del titolare, Antonio Pinto, dall’avvocato Laura Mogavero, in cui il Comune di Porto Cesareo non si è costituito in giudizio, chiede l’annullamento, previa sospensione, dei provvedimenti e la condanna al risarcimento dei danni che ritiene ingiustamente arrecati, compresi quelli derivanti dai mancati incassi e d’immagine.

E il giudice, “considerato che i provvedimenti presupposti, ancorché in parte gravati di ricorso pendente innanzi a questo Tribunale, risultano efficaci e non oggetto di istanza cautelare” e “che tuttavia i motivi di censura proposti richiedono adeguato approfondimento in sede collegiale e che appare opportuno pervenire re adhuc integra alla decisione sull’istanza cautelare”, ha accolto l’istanza. Di fatto, i provvedimenti sono dunque sospesi, sebbene in via del tutto temporanea, in attesa della trattazione. Ma questo, appunto, significa che per ora lo stabilimento può di nuovo installare le attrezzature e aprire il bar. Almeno, fino a primi giorni di settembre.  

A monte denunce e sequestri

Il caso si è consumato in un arco temporale molto ristretto. Il 20 luglio, il primo sequestro, eseguito dai carabinieri di Campi Salentina, con denuncia del titolare: è stato contestato di aver invaso 200 metri quadri di demanio con 54 lettini e 27 ombrelloni. Ma ecco che a distanza di due giorni, tutto è tornato come prima. E, questa volta alla madre del titolare, è stata contestata la violazione di sigilli, per aver riutilizzato quelle stesse attrezzature sequestrate e affidate al lido in custodia giudiziale. Nel frattempo, sono arrivate le due sospensioni del Comune e non solo: il 31 luglio, ancora un sequestro, questa volta dopo sopralluogo di guardia costiera, polizia locale e carabinieri, per aver collocato 42 ombrelloni e 108 lettini, occupando, secondo le accuse, 370 metri quadrati di demanio.

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