Tra i funghi raccolti in giardino anche quello velenoso. In cinque ricoverati

Confermata dalla Asl l’intossicazione da funghi per i componenti di due famiglie di Taviano. Condizioni in via di miglioramento

TAVIANO – A distanza di una settimana altre cinque persone sono finite in ospedale per una intossicazione da funghi. Era già accaduto il giorno della festività di Tutti i Santi quando in nove, tutti appartenenti alla stessa famiglia erano stati costretti a trascorrere la giornata festiva nel pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce, mentre a Copertino, un’altra ragazza, era giunta in ospedale con un’intossicazione e con sintomi più preoccupanti. 

Un altro caso di intossicazione molto recente invece è quello confermato dalla Asl leccese e presso l’ospedale di Gallipoli ed è avvenuto nella giornata di ieri a Taviano. In serata infatti sono stati giunti presso il pronto soccorso e poi ricoverati al Sacro Cuore di Gesù due diversi nuclei familiari, il primo composto da tre persone e  il secondo da due, a causa di un’intossicazione riconducibile proprio al fatto di aver mangiato dei funghi senza aver preventivamente accertato la lo loro commestibilità.

Il responsabile si chiama Lepiota Josserandi, un fungo tossico consumato insieme ad altri funghi spontanei e commestibili raccolti in una pinetina all’interno di un giardino privato, che provoca sindrome falloidea che nei casi più gravi può essere letale. I cinque intossicati sono stati tutti ricoverati e sottoposti ad un’appropriata terapia e monitorati costantemente. A destare maggiori preoccupazioni le condizioni di un anziano, componente della seconda famiglia di coniugi che ha ricevuto la porzione di funghi raccolti dagli amici. La situazione per tutti i ricoverati sembra comunque in via di miglioramento. Subito dopo la segnalazione del fatto sono intervenuti i micologi del Servizio igiene alimenti e nutrizione (Sian) Area Sud che, una volta accertata l’origine e il tipo di funghi, hanno subito chiesto ai sanitari del pronto soccorso di attivare il Centro antiveleni di Foggia.

Negli ultimi dieci giorni si erano verificati altri due casi meno gravi di intossicazione da Amanita Ovoidea, un fungo di cui si sconsiglia vivamente il consumo. Dalla direzione dell’azienda sanitaria leccese si raccomanda ancora una volta di far controllare sempre i funghi spontanei raccolti: basta rivolgersi ai micologi della Asl, che sono a disposizione gratuitamente.

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