Tragedia nelle acque dello Jonio: annegamento, inutili i soccorsi per un 44enne

L'uomo era tarantino d'origine, ma residente a Torino. Nel pomeriggio stava facendo il bagno in un tratto di mare presso Torre Lapillo, marina di Porto Cesareo. Inutili si sono rivelati i soccorsi del personale del 118. I sanitari hanno tentato invano di rianimarlo per diverso tempo

Ambulanza e carabinieri in via Graf.

TORRE LAPILLO (Porto Cesareo) – L’ultima, rovente domenica d’agosto si chiude con una tragedia per il Salento. Ogni soccorso s’è rivelato vano, purtroppo, per un uomo di 44 anni. Vito Galante era tarantino d'origine, ma con residenza a Torino, anche se il suo domicilio attuale era presso la comunità "Papa Giovanni XIII" di Savigliano (Cuneo), sebbene per il momento distaccato presso l’omonima sede di Copertino, con permesso accordato dal magistrato di sorveglianza.

Galante, infatti, stava scontando una detenzione domiciliare. Era sulla via della riabilitazione, ma il destino ha voluto che la sua giovane vita si spegnesse per sempre in mare durante un momento di svago. Nel Salento vi era arrivato il 20 agosto.   

Problemi severi di cardiopatia, stando al suo quadro clinico generale, con ogni probabilità Galante è stato colto da un malore improvviso mentre stava facendo il bagno nel pomeriggio nelle acque di Torre Lapillo, marina di Porto Cesareo, dove si era recato proprio per refrigerarsi.

Il corpo è stato visto affiorare da uno dei tanti bagnanti che si trovavano nel tratto di spiaggia libera nei pressi di via Arturo Graf, un'area in cui sono presenti diverse residenze estive affacciate direttamente sulla spiaggia. Questi ha notato che quell'uomo era immobile da troppo tempo, a pochi metri dalla riva, ed ha provato a richiamarlo battendogli con la mano sulla schiena. Nulla.

Con altri presenti l’ha quindi soccorso e trasportato a riva, ma già nei primi momenti la situazione è apparsa critica. Galante non sembrava dare alcun segno vitale. Era già morto, e forse anche da diverso tempo. Era entrato in acqua intorno alle 15, infatti, con tanto di maschera, ma il corpo è stato visto in quelle condizioni dopo circa un’ora.

Sul posto sono intervenuti i sanitari di stanza a Torre Lapillo della Life Guard e personale del 118 da Copertino. Quest'ultima ambulanza ha raggiunto la località con il medico a bordo. I soccorsi sono stati tanto più rapidi, considerando che la vicenda s’è consumata a breve distanza dal pronto soccorso estivo, ma sostanzialmente inutili.

Gli operatori hanno tentato di rianimare il 44enne direttamente sull’arenile, e per un’ora, secondo prassi. Purtroppo non c'è stato niente da fare. L’uomo non ha mai ripreso conoscenza. In via Graf sono poi giunti anche i carabinieri della stazione locale e del Norm di Campi Salentina per i rilievi di rito. Hanno così ricostruito le ultime fasi di vita. A Torre Lapillo, Galante vi era arrivato insieme agli altri ospiti della struttura e agli operatori sociali fin da questa mattina. Il pubblico minsitero di turno della Procura di Lecce ha disposto la restituzione della salma alla famiglia.

GIORNATA COMPLESSA PER IL 118: SEI AMBULANZE SENZA MEDICI

IMG-20150830-WA0012-3Il dramma odierno è solo l’ultimo di un’estate costellata di altri lutti ed è avvenuto in una giornata molto complessa per il servizio sanitario locale, piagato dall’assenza di ben sei medici. Su tutto il territorio vi sono state molte telefonate, considerando che il caldo provoca sempre un picco di malesseri in anziani e persone sofferenti di vari disturbi.

L’inferno, insomma, con telefonate continue al 118, ma una porzione di flotta sprovvista di medico a bordo: sei, come detto, su sedici previsti, con una particolare situazione proprio nel capoluogo. Nel pomeriggio le ambulanze con medico più vicine a Lecce erano a Campi Salentina e proprio a Copertino. Quella, appunto, che s’è dovuta recare a Torre Lapillo nella speranza di strappare il 44enne a un tragico destino.

A questa situazione, si deve poi aggiungere quella delle postazioni di Maglie, Scorrano e Poggiardo, tutte India. La più vicina a quell’ara con medico, oggi, era di stanza a Otranto. Una giornata nera, per un’emergenza che però quasi non fa più notizia. Sovente, quest’estate, il 118 s’è trovato in condizioni simili.

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