Tre interventi dopo frattura al femore, poi muore: la famiglia chiede chiarezza

Una denuncia è stata presentata nella serata di ieri dalla famiglia di una donna di Galatone, spirata a 71 anni nel reparto di ortopedia dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. Prima di allora era stata operata al "Sacro Cuore" di Gallipoli e in una clinica di Perugua. Già dopo il primo, aveva dolori

L'ospedale di Gallipoli, dove s'è svolto il primo intervento.

LECCE – Una denuncia è stata presentata nella serata di ieri dalla famiglia di una donna di Galatone, Addolorata Parisi, spirata a 71 anni nel reparto di ortopedia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il decesso è avvenuto per arresto cardiocircolatorio il 7 gennaio, ma la vicenda è complessa e affonda le radici nel tempo. 

I figli della donna si sono rivolti alla stazione dei carabinieri di Gallipoli – dipendente dalla compagnia – per esporre a grandi linee i fatti che dovranno ora avere un seguito con accertamenti che, a loro volta, richiederanno tempo tecnico prima di procedere a un’eventuale autopsia. I militari, infatti, devono identificare tutte le persone che hanno avuto in cura la donna dal 2013 a oggi e, nel contempo, acquisire su mandato del magistrato di turno, Roberta Licci, le varie cartelle cliniche.

Vittima di un caso di malasanità? E’ quello che sospettano evidentemente i congiunti più stretti della donna, ma ovviamente il caso è ancora tutto da chiarire, perché i passaggi sono stati molteplici. Tutto ha avuto inizio quando, infatti, nel giugno del 2013, la donna, a causa di una banale caduta, si è fratturata un femore. Un problema da non sottovalutare mai, specialmente superata la soglia di una certa età. 

La vicenda da quel momento in poi si può dividere in tre passaggi. Il primo riguarda l’intervento al quale è stata sottoposta nell'immediatezza dell'incidente presso l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli, dove le è stata applicata una protesi. Il secondo passaggio, invece, risale al momento in cui, sostenendo di avvertire dolori a distanza di tempo, la donna si è rivolta a uno specialista di Bari che opera a Perugia.

Condotta in una clinica privata del capoluogo umbro, è stata sottoposta a un nuovo intervento nel settembre del 2014. Il decorso, però, è stato – secondo quanto denunciato – ancora una volta non scevro da complicazioni, visto che la paziente avrebbe continuato ad accusare dolori e che anche alcuni fisioterapisti avrebbero accertato problemi.

Da qui il terzo passaggio, cioè la decisione di recarsi al “Vito Fazzi” di Lecce dove si è proceduto ancora una volta ad analisi e, infine, a un nuovo intervento. E tuttavia, due giorni addietro la donna è spirata, portandosi dietro un carico di domande che ora attendono una risposta.

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