Treni e bus fermi: massiccia l'adesione allo sciopero del trasporto pubblico locale

Autisti e macchinisti fermi per 4 ore, fino alle 12.30, per protestare contro l'intenzione dell'Unione Europea di modificare le norme che disciplinano gli orari di guida e di riposo

Foto di repertorio: un bus Sgm

LECCE – Macchinisti e autisti, insieme al personale amministrativo e delle officine, oggi hanno incrociato le braccia per aderire allo sciopero nazionale del settore del trasporto pubblico locale, proclamato dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa Cisal e Fast Confsal.

I convogli di Ferrovie Sud Est sono rimasti fermi nelle stazioni dalle 8.30 alle 12.30 determinando disagi per pendolari e lavoratori abituati a usare il treno per spostarsi da un punto all’altro del Salento. Gli studenti fuori sede non hanno incontrato invece particolari difficoltà perché lo sciopero non ha toccato le fasce orarie di garanzia del servizio pubblico, così come previsto dalle norme.

Il personale del trasporto pubblico ha aderito massicciamente alla mobilitazione, fermandosi per 4 ore (negli orari indicati sopra); il personale degli impianti fissi si è invece fermato nelle ultime 4 ore della prestazione lavorativa.

“Gli autisti di Sgm, che guidano i mezzi pubblici in città, hanno aderito al 100 percento – spiega Giovanni Conoci di Fit Cisl – mentre, per quanto riguarda le linee extraurbane dei bus Fse, l’adesione ha toccato il picco del 70-80 percento”.

Il personale degli impianti fissi che ha scelto di scioperare, stando alle prime cifre diffuse da Giuseppe Guagnano di Filt Cgil, ha raggiunto il 30 percento.

La protesta che ha toccato anche il Salento, al pari dell’intero comparto del trasporto pubblico in Italia, è stata indetta contro le proposte europee di nuove norme sui tempi di guida e di riposo per il personale dei servizi di trasporto passeggeri a lunga percorrenza.

“L’Unione Europea intende infatti mettere mano al Regolamento (CE) numero 561/2006 che regolamenta le ore di riposo, portando le 45 ore settimanali, previste ore per chi supera i 51 chilometri, ad appena 24 ore settimanali. In questo modo aumenterà il carico di lavoro per gli autisti che rischiano di accusare maggiore stanchezza quando sono alla guida su strada. Temiamo che possa diminuire, di conseguenza, anche la sicurezza degli utenti che si mettono in viaggio”.

Dello stesso avviso è il collega Guagnano che denuncia un serio rischio di “ridurre la qualità di vita degli operatori del comparto del trasporto pubblico” a fronte di queste novità che potrebbero essere introdotte a livello comunitario e recepite, di conseguenza, dal nostro Paese.

“D’altra parte lo sciopero nazionale serve anche a opporsi alla liberalizzazione del liberalizzazione del mercato dei servizi di trasporto passeggeri che riguarda anche le licenze affidate alle navette Ncc (noleggio con conducente)”, conclude Conoci.

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